Il Tirreno

Versilia

Festival Puccini, il cda difende Moretti

«Indispensabile la figura del direttore generale, il suo stipendio disciplinato dal contratto nazionale»

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VIAREGGIO. La nomina del direttore generale del Festival Pucciniano è nell’occhio del ciclone. Il Pd vuole la revoca del contratto di Franco Moretti, i gruppi di opposizione chiedono la convocazione della commissione cultura su tutte le questioni inerenti la Fondazione. Ed è proprio da qui, dal consiglio di amministrazione del Pucciniano, che arriva una serie di puntualizzazioni che spiegano il perché della scelta di rinnovare il contratto a Moretti. A parlare è l’avvocato Daniele Giannini, consigliere della Fondazione con delega agli affari legali.

«La vita della Fondazione - sottolinea Giannini - come quella di tutti i teatri, è proiettata negli anni a venire per programmazione, relazioni, iniziative, adempimenti, bilanci, eccetera: attività per le quali è necessaria una continuità di azione e di contatti che non può essere espletata nell'arco di un rapporto contrattuale breve (del resto, lo stesso cda è nominato dal sindaco per un periodo di cinque anni perché sia consentita la attuazione delle scelte che la Fondazione è chiamata a fare). La gratuità dell'incarico del consiglio di amministrazione ( che per statuto è obbligato a riunirsi “almeno una volta ogni trimestre”, nulla dicendosi in merito all'organizzazione del lavoro) ha reso inevitabile da molti anni una figura che coordini gli uffici e l'attività necessaria per la attuazione delle delibere assunte dal cda. Ora, mentre la funzione del direttore amministrativo è quella di organizzare e coordinare i servizi amministrativi, contabili e finanziari, la figura preposta alla attuazione delle delibere del cda, al coordinamento degli uffici e della attività di gestione della Fondazione, è quella di direttore generale (previsto nei precedenti statuti e non in contrasto con l'attuale), il cui rapporto di lavoro è disciplinato dal codice civile e dal contratto collettivo nazionale dirigenti del terziario, come espressamente previsto già nel precedente contratto scaduto il 31 dicembre scorso. Ritenuta per quanto detto sopra la necessità di mantenere la figura del direttore generale, la scelta più logica del cda è stata quella di prolungare il rapporto di lavoro già in essere, articolandone al tempo stesso in modo più dettagliato le funzioni così come i doveri e le responsabilità».

Ricapitolando: il consiglio di amministrazione, proprio per la particolarità del suo profilo giuridico (è composto da soggetti chiamati dal sindaco a svolgere gratuitamente questo compito di indirizzo), necessita del supporto operativo di una figura quale quella del direttore generale. Che è vero che non è prevista dallo statuto della Fondazione «ma neppure esclusa» come rimarca l’avvocato Giannini. Il direttore amministrativo ha responsabilità sul piano contabile ma il coordinamento generale è altra cosa. Che è logico, sostiene il cda, che sia affidato a chi sta già svolgendo quel compito.

Il consigliere Giannini non sfugge neanche all’altro elemento al centro delle contestazioni: il costo del contratto di Moretti. «La Fondazione non può che attenersi ai parametri previsti nel contratto collettivo nazionale dei dirigenti del terziario in vigore dal 1° gennaio 2015 prevedente un unico livello retributivo minimo a partire da 66.000 euro e non superiore ad 80.000 euro. L’attuale retribuzione, tenuto conto dell'anzianità di servizio e della qualifica, ammonta a 76.000 euro lordi oltre e a parte gli oneri a carico del datore di lavoro come per legge, per un netto in busta paga di circa 3.200 euro per 14 mensilità». Quindi - sottolineano dal cda - un conto è il costo aziendale del contratto - circa 120mila euro, derivanti dai 76mila euro di retribuzione lorda più tutti gli oneri accessori - un altro è quanto realmente guadagna Moretti. Si tratta di un costo aziendale «determinato per legge a al quale la Fondazione Festival Puccini non si può certo sottrarre».

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