Il Tirreno

Versilia

In ospedale servono medici ma anche nuovi primari

di Matteo Tuccini
In ospedale servono medici ma anche nuovi primari

Versilia: una cinquantina i posti vacanti, compresi infermieri e operatori sociosanitari. Da definire le direzioni di medicina, pronto soccorso e otorinolaringoiatria

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VIAREGGIO. «Stiamo facendo i salti mortali, con cinquanta persone in meno a disposizione». L’Sos per l’ospedale Versilia arriva dall’interno: a lanciarlo è un medico, uno di quelli che si fa il cosiddetto “mazzo” tra decine di pazienti visitati e turni che non finiscono più. La situazione in cui lavorano i dipendenti dell’ex Asl Versilia - ora Asl Nordovest - è nota: i tagli imposti l’anno scorso dalla Corte dei Conti, che ha chiesto e ottenuto una serie di prepensionamenti nella sanità versiliese per spese di personale ritenute eccessive, hanno causato disagi a non finire. Con aumento delle liste d’attesa e difficoltà nel garantire le prestazioni.

I reparti in difficoltà. Dopo la sentenza della Corte dei Conti decine di dipendenti vicini all’età pensionabile hanno lasciato l’Asl, sguarnendo reparti importanti come chirurgia o radiologia. Gli ormai ex vertici dell’Asl hanno subìto questa decisione, francamente senza precedenti, cercando di tamponare in qualche modo l’emorragia di personale: è di pochi giorni fa la notizia, data dal direttore della chirurgia generale Marco Arganini, che verrà assunto un chirurgo, in modo da tamponare le tre-quattro uscite che hanno ridotto il reparto di un terzo. Anche la radiologia vedrà l’arrivo di due medici a tempo, ma sarebbero cinque i posti vacanti. Per quanto riguarda il pronto soccorso, le lacune sarebbero soprattutto tra infermieri e operatori sociosanitari. In tutto in ospedale sarebbero una cinquantina - tra medici, infermieri e operatori sociosanitari - le caselle vuote negli organici. Ed è su questo che si incentrerà l’incontro in programma a breve tra i sindacati e il nuovo direttore generale della superAsl Maria Teresa De Lauretis. Bisogna capire se sono previsti rinforzi, magari in arrivo dalle Asl vicine con cui è stata appena fatta la fusione. O se la Versilia dovrà adattarsi a una situazione di cui, però, si sono lamentati gli stessi direttori di reparto.

Le direzioni da assegnare. Proprio sulle direzioni ci sono almeno tre nodi da sciogliere. Nodi che riguardano i reparti di medicina generale, pronto soccorso e otorinolaringoiatria. Partiamo dalla medicina, dove dalla metà dell’anno scorso il dottor Daniele Taccola sta tenendo le fila del reparto come primario facente funzione dopo l’addio di Paola Lambelet, andata in pensione. Stesso ruolo “precario” per il dottor Roberto Pepi, direttore pro tempore di otorino dopo il pensionamento di Massimo Papini. Per entrambi i ruoli si attende un concorso che dia i galloni ufficiali in due reparti importanti. Concorso che è stato già avviato per il pronto soccorso, in cui è ancora in carica il primario Sergio Milletti. Che a maggio si congederà dall’Asl per la pensione. Questa delle direzioni da assegnare è una questione chiave, e non solo perché i reparti devono avere un direttore nel pieno delle sue funzioni anche in veste ufficiale. Se l’ospedale Versilia recupererà tre primariati come logica vorrebbe, meglio ancora se con professionisti cresciuti “in casa”, sarà un bel segnale per fugare i dubbi sull’importanza che la nuova Asl dà al presidio ospedaliero di Lido. In caso contrario, se cioè i reparti verranno messi alle dipendenze o accorpati con altri ospedali, il segnale sarebbe negativo.

I capi dell’amministrazione. Segnali non positivi arrivano dal settore amministrativo, almeno secondo quanto emerso negli ultimi giorni. Ufficialmente non sono state prese decisioni, ma pare che la direzione di molte funzioni importanti - a partire dal Centro prenotazioni visite ed esami, per cui si parla di un dirigente a Massa - sarà assegnata altrove. Per l’utente non cambia nulla, senza contare che la valutazione delle professionalità spetta al direttore generale Del Lauretis e ai suoi collaboratori. Ma in Versilia ci sono funzionari amministrativi di valore assoluto, che hanno contribuito a rendere l’ex Asl 12 un modello positivo di gestione anche in casi complicati come quello dei nuovi ticket sanitari. Sarebbe un peccato penalizzare queste professionalità.

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