Sicurezza
Banchine ai lavori, servizi gestiti dall’Authority
Sulla Lenci arriveranno le colonnine ma si pagherà direttamente all’ente regionale che progetta di spostare parte dei pescherecci sulla Sandorino di Del Pistoia
VIAREGGIO. Banchine e specchi acquei dedicati alle attività di lavori devono essere dotati di servizi di assistenza ed utenze gestiti dall’Autorità portuale regionale. Sono passati due anni esatti dall’inchiesta dei carabinieri del Nucleo investigativo di Lucca che ha alzato il velo sui troppi segreti del porto viareggino con un arresto (l’allora nostromo, ufficiale della Capitaneria) fino a quel momento inimmaginabile per quella sorta di “lex free” della quale Viareggio ed i suoi molteplici poteri si sentono investiti. E dopo il regolamento per le banchine ai lavori - che arrivò nei mesi in cui i carabinieri attraversavano la Darsena - oggi il segretario dell’Authority, Fabrizio Morelli (all’epoca appena insediatosi) segna un altro punto che cambia l’ “andazzo” tra le banchine. I servizi su quelle destinate alle barche ai lavori saranno gestiti direttamente dall’Autorità portuale regionale. Che ne ricaverà proventi da investire nel decoro dell’area portuale.
Morelli sta lavorando in questo senso. E al “Tirreno” spiega: «Abbiamo terminato la progettazione preliminare per le colonnine servizi per la banchina "ai lavori" della "Lenci". Progetto che include anche la realizzazione di una cabina di trasformazione, a causa delle potenze elettriche in gioco. L'obiettivo, compatibilmente con l'attribuzione delle risorse è di procedere con l'avvio dell'affidamento dei lavori» quanto prima. Un intervento che metterà ordine nel caos di cavi e generatori che è il segno distintivo della banchina destinata all’ormeggio per lavori delle barche più grandi.
Affinché, però, l’operazione porti nelle casse dell’Autorità portuale una cifra che valga l’impegno alla gestione, è necessario che l’ormeggio delle grandi barche possa sfruttare l’intera banchina. Che fa angolo con la “Natino”, destinata ai pescatori, dopo aver ospitato per anni i maxi yacht di maggior pregio (e questo è un altro pezzo dell’indagine dei carabinieri che ha portato al processo ancora in corso l’ex pratico del porto). Angolo che, in porto, significa fare indietreggiare i pescherecci,se si vuole sfruttare per intero la “Lenci”. Altrimenti non hanno margine di manovra né gli yacht né le barche dei pescatori. Barche che Morelli parrebbe intenzionato a spostare, in parte, sulla banchina “Sandorino”, quella in concessione trentacinquennale a Paolo Del Pistoia per l’ormeggio prevalente dei mezzi effossori (draghe e simili) e dove fa da sempre brutta mostra di sé il rottame della draga Viareggio, quasi a imperitura memoria di una delle peggiori vicende cittadini, quella delle insabbiamento del porto mai risolto fino ad oggi e del sabbiodotto che l’amministrazione comunale (sindaco Marco Marcucci) volle smantellare a tutti i costi nel Duemila. Decisamente un bel braccio di ferro, e vediamo chi ne uscirà vittorioso.
Intanto, l’Autorità portuale sta per avviare il sistema che permette di gestire l’occupazione di banchine specchi acquei per via telematica. Un progetto che porta la firma di “Navigo”, consorzio che è ormai un po’ il “braccio” dell’Authority.
Tre le vicende di porto che rimangono in sospeso ormai da troppo temo, c’è quella della banchina Maestri d’ascia e Calafati (a diporto). Tutti d’accordo, con tanto di “benedizione” del Comitato portuale, affinché si faccia il bando di gara per assegnarla. Ma quando? Ormai di tempo ne è passato davvero troppo...
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