Il Tirreno

Versilia

Sea Risorse ingrassa: assume e fa acquisti

di Donatella Francesconi
Sea Risorse ingrassa: assume e fa acquisti

Azienda al lavoro fino al 2050 ma il contratto con il Comune non c’è

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VIAREGGIO. Quarantuno addetti in più per Sea Risorse che si appresta a diventare unica azienda dei rifiuti a Viareggio e Camaiore per la raccolta differenziata che l’amministrazione viareggina vuole spingere fino all’80% nel 2017. Data in cui si affaccerà sulla scena Reti Ambiente, gestore unico del servizio rifiuti per la costa toscana, al quale in questo territorio resteranno le briciole. Ma non solo aumentano i dipendenti, presi dalla recente graduatoria che Sea Risorse si è data e da processi di esternalizzazione dei servizi. Aumentano i mezzi, e ne andranno acquistati di nuovi: per la precisione 22 compattatori/costipatori. Aumenteranno i contenitori per le utenze e anche in questo caso si procederà con gare per l’ulteriore dotazione.

La Sea Risorse “ingrassata”, oltre agli impianti della Morina e Poggio alle Viti per il verde, avrà - questa la previsione - il codigestore per trattare 15.000 tonnellate di rifiuto organico ad un passo dal depuratore che garantisce mare pulito. La commistione tra i due impianti ha indotto la Regione a disporre, sul codigestore, la Valutazione di impatto ambientale per la quale l’azienda intende presentare domanda entro fine mese. L’area di via Poggio alle Viti, inoltre, sarà ingrandita per «ampliare il centro di raccolta», come si legge nel progetto presentato in commissione ambiente da azienda ed assessore Alessandro Pesci. E qui sarà realizzato anche il punto di trattamento del multimateriale (plastica e lattine).

Il tutto senza che l’azienda pubblico-privata (Comune e Gruppo Del Pistoia) abbia mai avuto un contratto con il Comune di Viareggio. Una realtà che è nelle carte e che niente può mutare. «Per conto di Sea Spa, il servizio di gestione della raccolta differenziata è stato affidato (con gara d'appalto per l'affidamento del servizio e la scelta del socio privato) a Sea Risorse Spa fino al 2050»: lo si legge nel documento datato 20 marzo 2008 intitolato “Primo affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti nell'Ato "Toscana costa”. Se mai ci fosse necessità di una conferma basta leggere il documento dal titolo “Contratto per affidamento del servizio di gestione della raccolta differenziata” datato 20 agosto 2003. Il contratto viene stipulato tra Servizi energia ambiente (Sea) Spa (presidente all’epoca Giuseppe Vitiello) e Sea Risorse Spa (presidente Egisto Sani). Il corrispettivo che Sea Risorse avrebbe da lì in poi fatturato a Sea ammontava a 4.373.800.13 euro e a pagina 11 si legge che «al termine di ogni mese la società Sea Risorse emetterà fattura di importo» e «il mandato di pagamento sarà emesso dalla Sea entro 60 giorni dal ricevimento della fattura».

Oggi l’assessore Alessandro Pesci, in carica da meno di un anno e fino a giugno 2014 in faccende fiorentine affaccendato, dichiara: «Ci sono avvocati che hanno stabilito che il contratto in essere fino al 2050 rimane». Contratto che nessuna carta può attribuire al Comune. Neppure se la politica tutta si gioca il migliore degli assi nella manica del miglior campione al tavolo del poker.

Un po’ di storia. Tra gli svantaggi del nuovo modello di porta a porta che da maggio a dicembre l’amministrazione Del Ghingaro intende avviare a Viareggio, il documento presentato alla commissione ambiente elenca (pagina 11) «costi elevati per elevata manodopera e materiale di consumo». Il lievitare di Sea Risorse, dunque, può perfino pregiudicare la buona riuscita della nuova modalità di raccolta della differenziata. In una realtà dove le tariffe sono da troppo tempo a peso d’oro.

Sembra di fare un balzo indietro nel tempo. Era il 26 ottobre 1992 e l’allora dirigente del comune Emilio Venturi rispondeva ai rilievi serrati che il commissario prefettizio Bonanno aveva posto sul sistema di appalti per il servizio rifiuti affidato prima alla Sasit di Paolo Del Pistoia e poi alla Ecost (oggi socia di Sea Risorse, stesso titolare della Sasit fino all’estate 2014 quando è subentrato il figlio). «Il numero di utenti serviti», scrive Venturi, «è inferiore al numero di cassonetti collocati» e «la ditta concessionaria ha eseguito teoricamente più investimenti di quanto previsto in progetto e di fatto ha acquistato più mezzi di quanto progettato». Inoltre, «a regime, di fronte alla previsione di 850 bidoni, la ditta ne avrò consegnati oltre mille». In questo quadro che Venturi farcisce di conti per “convincere” il commissario prefettizio, la ciliegina sulla torta non poteva mancare. Là dove il dirigente del Comune ricorda che «la convenzione dà facoltà al concessionario di modificare autonomamente l’organizzazione del servizio garantendo il numero e la frequenza dei ritiri previsti». Davvero difficile credere che questo principio così favorevole non sia traghettato nella privatizzazione di Sea Risorse...

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