La manifestazione
Il Comune trasforma Asp E potrà anche privatizzarla
VIAREGGIO. L’amministrazione ha fretta di portare la delibera in consiglio comunale, se non in quello del 23 (che si terrà comunque il 13, anche a sindaco assente per scelta all’unanimità della...
VIAREGGIO. L’amministrazione ha fretta di portare la delibera in consiglio comunale, se non in quello del 23 (che si terrà comunque il 13, anche a sindaco assente per scelta all’unanimità della Conferenza dei capigruppo che ha visto perdente la linea dell’assessore Pesci), nella data del 18. Si tratta di trasformare l’Azienda speciale pluriservizi (Asp) in una società "in house provider". Dicitura che si applica quando per la gestione di un servizio, una pubblica amministrazione si avvale di una società esterna (soggettivamente separata) che però presenti caratteristiche tali da poter essere qualificata come una “derivazione” o una “longa manus” dell’Ente stesso. La Comunità europea, con la direttiva 2014/24/UE del 26 febbraio 2014 ha stabilito che in tali società possano partecipare anche capitali privati a patto che «non comportino controllo o potere di veto e non esercitino un’influenza determinante sulla persona giuridica controllata».
Asp oggi gestisce una lunga serie di servizi alla persona: si pagano all’Azienda speciale le somme dovute per i cimiteri comunali, sono di Asp le farmacie comunali, la stessa azienda pubblica gestisce il servizio di refezione scolastica e la Residenza sanitaria all’ex Tabarracci.
La scelta dell’amministrazione per Asp è strettamente legata ai destini della Viareggio Patrimonio dichiarata fallita. Ci sono buone possibilità che venerdì la Corte d’Appello di Firenze accolga i reclami contro il fallimento. Che una sentenza che vada in questo senso non blocca, fino a che non vi sia un’eventuale pronuncia della Cassazione. Intanto, però, il Comune va avanti sulla strada dello smembramento della Patrimonio, con i servizi dirottati verso Mover ed ora anche Asp, alla quale passerebbe la gestione dell’emergenza abitativa negli immobili della società fallita, ma anche la riscossione dei tributi.
Pozzoli, l’esperto. La Patrimonio fallita si svuota e si “gonfiano” Mover ed Asp con operazioni che sollevano più di un dubbio. Il più chiaro, ed autorevole, è quello del professo Stefano Pozzoli. Il quale - in un articolo per il “Sole24 ore” - ricorda: «È inammissibile che un Comune lasci fallire una società e ne ricostituisca subito dopo un’altra che svolge la stessa attività. Se la società chiude deve essere chiaro che il servizio non potrà più essere affidato direttamente ma solo tramite procedura comparativa».
Il Consiglio di Stato. La forma dell’ “in house providing” potrebbe essere la scelta adatta per “saltare” questo passaggio. Ma il Consiglio di Stato (parere 298 del 30 gennaio 2015), alla luce della Direttiva europea, ha recentemente infarcito di vincoli la strada verso la costituzione di questo tipo di società. (d.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
