Sicurezza
Polveri sottili, in città tira una brutta aria
Il sindaco Del Ghingaro firma un’ordinanza: divieto di bruciare gli sfalci fino a tutto marzo. E non si sta parcheggiati con il motore acceso
VIAREGGIO. Alla vigilia di Natale era stato superato il limite Pm10 (le polveri sottili nell’aria) undici volte in meno di un mese: non in una metropoli, ma a Viareggio. E lo sforamento è continuato fino a dopo Natale come dimostrano i grafici dei rilievi Arpat. I dati arrivano dall’unica centralina di rilevazione che è rimasta in funzione in città: quella di via Maroncelli, nel parcheggio davanti al cimitero. Una zona certo non di denso traffico, anche la vicina via Marco Polo è strada importante. La centralina che ha sempre dato i peggiori rilievi - quella di largo Risorgimento, area di ingresso e uscita ma anche di grande traffico verso la periferia e la frazione di Torre del Lago - è fuori uso ormai da anni. L’apparecchiatura - segnala l’associazione BiciAmici, sezione di Viareggio - «è dismessa da tempo immemorabile, ne resta soltanto il guscio». La considerazione è inevitabile: «Via Maroncelli è sicuramente una strada interessata da un traffico automobilistico di tutto rispetto, però la centralina si trova in un parcheggio, fra il cimitero ed il polmone verde della pineta. È immaginabile, quindi, che le condizioni monitorate non siano peggiori di zone come largo Risorgimento, via Aurelia Sud nel tratto fra Esselunga e Penny Market, la zona intorno alla stazione, via San Francesco, via Regia, la zona del centro commerciale naturale…».
Che la situazione dell’aria nella città tanto considerata per il suo ambiente naturale, mare al primo posto, si sia fatta pesante lo conferma l’ordinanza numero 21 che il sindaco Giorgio Del Ghingaro ha firmato il 30 dicembre ha per oggetto “Provvedimenti urgenti per la riduzione dell’inquinamento atmosferico causato dalle polveri sottili (Pm10)». Del Ghingaro ha fissato «l’obbligo di spegnimento dei motori di veicoli in sosta prolungata, in particolare per veicoli commerciali e autobus» e istituito il «divieto di accensione di fuochi liberi all’aperto, abbruciamenti di sfalci, potature, residui vegetali o altro fino al 31 marzo 2016». La segreteria dell’ufficio ambiente, si legge ancora nell’ordinanza, «è responsabile della diffusione dei contenuti del provvedimento attraverso i mezzi di comunicazione di massa». Siamo al 4 gennaio e nessuna comunicazione in materia, nonostante l’ufficio stampa del Comune sia risultato al lavoro, è arrivato. E la notizia è saltata fuori spigolando all’Albo pretorio.
Ma quali sono le fonti della Pm10? Sul sito dell’Arpav (Agenzia regionale del Veneto) si legge: emissioni prodotte dal traffico veicolare, da altri macchinari e veicoli (attrezzature agricole, navi), processi di combustione di carbone ed oli (centrali termoelettriche), legno, rifiuti, processi industriali (cementifici, fonderie, miniere), combustione di residui agricoli, riscaldamenti civili (impianti alimentati a gasolio, olio combustibile, carbone o legname). Insomma, in prevalenza ben altro che un po’ di sfalci bruciati, in una città - peraltro - che non ha il verde della Piana di Lucca.
«Ci sarebbe da chiedersi - è ancora BiciAmici ad intervenire - se non sia il caso di pensare ad una diversa collocazione della strumentazione per verificare la qualità dell’aria nelle zone forse più sensibili. Avere a disposizioni dati più precisi riguardo alla qualità dell’aria del centro di Viareggio potrebbe, infatti, essere utile ai fini di una corretta progettazione del Piano del traffico». Piano che la città ha, pagato dalla Regione, ma pare che l’amministrazione stia lavorando ad uno nuovo di zecca. Senza che quello vecchio sia mai stato operativo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
