Il Tirreno

Versilia

Una variante per fare spazio ai mega yacht

di Donatella Francesconi
Una variante per fare spazio ai mega yacht

L’Authority ha avviato il procedimento che cambierà il Piano regolatore della Darsena

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VIAREGGIO. Perché Viareggio avesse il Piano regolatore portuale datato 2007 sono serviti anni, per poi vederlo rimanere quasi per intero lettera morta. Al punto che oggi, nei documenti che l’Autorità portuale regionale - tre anni fa subentrata al Comune nel governo del porto - pubblica per l’avvio della variante a quel Piano si legge: «Il Piano regolatore portuale vigente si basa su dati e previsioni di sviluppo pre crisi economica (dati 1998-2001) e non viene ritenuto adeguato a governare i bisogni attuali del porto di Viareggio rispetto al mutato quadro macroeconomico, organizzativo, gestionale».

I due documenti pubblicati sul sito dell’Authority (Documento preliminare di Valutazione strategica ambientale) e quello di avvio dei procedimento di variante, indicano uno scopo principale intorno al quale ruota la riorganizzazione delle darsene viareggine: «Accrescimento della dotazione e della qualità infrastrutturale ed impiantistica dei servizi destinati al settore produttivo di yacht e magayacht». Imbarcazioni sopra i quaranta metri, «il segmento di mercato più promettente per il futuro». Al punto che «gli operatori di mercato concordano che le prospettive di mercato risultano molto promettenti anche in considerazione del fatto che il comparto nautico si è riorganizzato sotto il profilo manageriale e produttivo proprio per fare fronte alle nuove opportunità. Il mancato aggancio del segmento di mercato dei mega yacht viene giudicato come un serio rischio di regressione di tutta la filiera produttiva». Quando, nei mesi scorsi, l’Autorità portuale guidata da Fabrizio Morelli ha avviato una prima fase di ascolto delle esigenze del porto di Viareggio, con i suoi 350.000 metri quadrati di specchi acquei in totale, gli imprenditori della nautica hanno evidenziato - si legge ancora nei documenti pubblicati - «la circostanza che il porto di Viareggio possiede un piano degli ormeggi e infrastrutture inadeguate ad accogliere grandi yachts ed il Piano del 2007 non consentirebbe alle aziende di inserirsi nel segmento di mercato di riferimento dei mega-yacht».

In questo quadro la variante per la quale l’Autorità portuale ha avviato l’iter che porterà all’approvazione definitiva che spetta al consiglio regionale, su proposta della Giunta dell’Ente governato oggi da Enrico Rossi, si propone principalmente di «individuare i sottoambiti, razionalizzare l’uso degli spazi, a terra ed a mare, delle attività portuali presenti e definire le destinazioni d’uso delle aree componenti i sotto ambiti: costruzioni e riparazioni navali, officine meccaniche, diporto nautico, funzione peschereccia, turistica-passeggeri, uffici e servizi al porto ed alle imbarcazioni, spazi e servizi collettivi (viabilita, parcheggi...), usi urbani (commerciali, direzionali, culturali e rappresentativi, aree verdi, misti)».

Porto a Ponente no. I documenti che sono la base del Piano regolatore che verrà sembrano escludere a priori una possibile espansione del porto a Ponente, nella zona della Passeggiata. A pagina 33 del Documento preliminare di Vas si legge, infatti: «L’eventuale espansione del porto è sostanzialmente impedita dalla presenza del lungomare con la sua spiaggia e gli stabilimenti balneari a Nord». E non se ne parla neppure guardando ad Est «per la presenza delle aree umide e della macchia a Sud e ad Est». Per quanto riguarda lo sviluppo a Ponente, inoltre, ci sono da considerare «i vincoli su paesaggio e beni culturali».

Porto e città. La proposta di variante va nel senso di una maggiore integrazione porto/città proponendosi di «migliorare la qualità delle componenti spaziali del waterfront urbano-portuale, accrescendo, per quanto possibile, i rispettivi livelli di prestazione». E al Piano regolatore vigente viene contestata, appunto, «la mancanza di individuazione degli ambiti di interazione porto-città e, e conseguentemente la mancanza di una chiara strategia per la qualificazione del waterfront».

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