Sicurezza
L’Asl Versilia non c’è più Ora tutto si decide a Pisa
Dopo vent’anni si chiude un’epoca fatta di grandi risultati ma anche di difficoltà Sul futuro dell’ospedale il nuovo direttore generale assicura: c’è già un piano
VIAREGGIO. Quanto sono lunghi vent’anni? Molto, dal punto di vista della medicina e della sanità in generale. Vent’anni fa sul territorio c’erano quattro ospedali (Viareggio, Camaiore, Pietrasanta e Seravezza) piuttosto vecchi e con un’efficienza che variava non poco da luogo a luogo. Oggi c’è un solo grande ospedale, il “Versilia”, con una lunga serie di eccellenze e con qualche problema endemico, pronto soccorso in primis. Fatto sta che ieri si è chiusa ufficialmente un’epoca: l’Asl Versilia, creata verso la metà degli anni Novanta, non esiste più. Da ora in poi tutte le decisioni sui servizi sanitari per i cittadini dei sette Comuni si prendono a Pisa. Dove avrà sede la nuova Asl Toscana nord ovest, che ingloba le ex Asl di Massa Carrara, Lucca, Pisa, Livorno e Viareggio.
Un gigante con la testa a Pisa. Questi i numeri e i dettagli della nuova super azienda sanitaria: oltre 13.000 dipendenti, 2 miliardi di euro di bilancio, 13 presidi ospedalieri, 12 zone distretto e una popolazione residente di oltre 1 milione e 200 mila abitanti. La sede legale provvisoria è a Pisa in via Cocchi; la direttrice generale è Maria Teresa De Lauretis, livornese, 62 anni, che ha partecipato alle prime fasi della costituzione del servizio sanitario nazionale in ruoli dirigenziali e, dal 2005, ha ricoperto la carica di direttrice generale, prima a Pisa e poi a Massa Carrara.
Le incognite sul futuro. Cosa accadrà ai servizi, in particolare all’ospedale di Lido? Le incognite ci sono. Le eccellenze, assicurano i vertici della Regione e la stessa direttrice generale De Lauretis, non saranno toccate: questo significa che urologia, ortopedia, la procreazione assistita e in generale tutte quelle specialistiche che portano in zona pazienti da ogni dove dovranno necessariamente rimanere. Ma cosa accadrà ad altri servizi importanti, che magari non hanno quei numeri di casi trattati ma sono comunque rilevanti? Come già scritto dal Tirreno, e confermato anche dal direttore della chirurgia generale Marco Arganini, una serie di interventi chirurgici ad alta specialità, che necessitano di un’esperienza maggiore rispetto a quella del “Versilia”, dovranno essere dirottati verso i centri dedicati. Poco o nulla si sa sul destino di altri settori come la medicina generale, che non ha ancora un primario nominato dopo l’addio di Paola Lambelet, o della cardiologia, che un primario ce l’ha ed è tra i migliori del panorama nazionale, il dottor Giancarlo Casolo. «Questa riforma del sistema sanitario toscano - afferma la nuova direttrice De Lauretis - con il passaggio da 12 a 3 Asl deve essere vista come una sfida ed un’opportunità per noi e per tutti i nostri professionisti. A breve il quadro dirigenziale sarà completato con la nomina del direttore sanitario, amministrativo e dei servizi sociali. Il costante confronto tra i professionisti, oltre ad essere stato un valore aggiunto, ha permesso di costruire un impianto progettuale da confrontare con le organizzazioni sindacali e da presentare alle conferenze dei sindaci. Questo ci porterà ad adeguare gli aspetti legati all’efficienza e all’efficacia dei servizi e, per ogni singola zona, della grande Asl Toscana nord ovest verranno valorizzati i percorsi virtuosi. Mi preme precisare - conclude la direttrice generale - che non chiuderà nessun ospedale, ma la rete ospedaliera verrà riordinata, valorizzando le specificità di ciascun presidio, con la garanzia di un coordinamento forte tra di loro».
Il saluto di Baldacchini. Intanto l’ex direttore generale e vicecommissario dell’Asl Brunero Baldacchini ha salutato i dipendenti: «In mezzo a tanti problemi, con qualche incertezza e qualche errore (ma, mi auguro, anche con qualche merito) lascio questa azienda con la consapevolezza di essere stato rispettato e di avervi sempre portato rispetto profondo. In questo momento di importanti modifiche organizzative ed istituzionali, esprimo la certezza che i professionisti ed i dipendenti tutti di questa Azienda sapranno affrontare il nuovo, continuando a distinguersi per le proprie caratteristiche di eccellenza che non temono confronti nel panorama generale».
@matteotuccini
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