Sicurezza
Il 2016 di Veronica: «Da Capodanno sono senza lavoro»
Viareggio, finito il contratto temporaneo con una cooperativa di pulizie. «I buoni propositi? Voglio solo provvedere a me e a mio figlio»
VIAREGGIO. Il 2016 è arrivato e le ha portato via una parte importante della sua vita. «Da Capodanno sono senza lavoro e soprattutto senza stipendio. Non era eccezionale, ma comunque mi dava la possibilità di fare una vita dignitosa».
È stato un inizio dell'anno molto diverso dal solito, quello di Veronica: anche se lei lo sapeva già, che il contratto con la cooperativa di pulizie sarebbe scaduto il 31 dicembre. Le vacanze di Natale le ha passate con l’angoscia di chi non sa come andrà a finire, di chi si sente come in un baratro, perché ci sono i conti da pagare. Eppure ha sperato fino all’ultimo che potessero rinnovargli il contratto. E ci spera ancora, che qualcosa possa cambiare. «Vedremo che succederà. I buoni propositi per l’anno nuovo? Voglio solo provvedere a me e a mio figlio».
Veronica, infatti, è madre di un bel bimbo. Come ogni genitore che si rispetti, è suo figlio che le fa da bussola per ogni parte della sua vita. Del resto quando guardi tuo figlio ti senti in debito per l’amore che ti dà, ma anche capace di affrontare mille tempeste, perché ogni suo abbraccio e ogni suo sorriso sono benzina per la vita. E Veronica nella sua vita non si è risparmiata: aveva anche aperto un’attività commerciale qualche anno fa, oggi chiusa. Non si è arresa: è ancora giovane e non può permetterselo. Lo deve al suo bimbo - per tutelare il quale non pubblichiamo il cognome della donna.
«Non mi piace piangermi addosso, né accusare nessuno: le cose sono andate così - spiega - dopo essere tornata a Viareggio, che è la mia città, ho cercato di fare qualsiasi lavoro, per poter pagare l’affitto di una casa ed essere in grado di viverci con mio figlio. È stata dura, c’è poco in giro e non devo certo spiegarvelo io. Ma mi sono adattata. Non avevo pretese particolari, né sul tipo di impiego né sull’abitazione. E a un certo punto è sembrata esserci la svolta». Veronica ha trovato un’occupazione in una cooperativa di pulizie che lavora per gli hotel: «È stata dura, si tratta di un impiego particolare. Ma almeno mi consentiva di avere un tetto. Riscuotevo quando andava bene dai 700 agli 800 euro al mese, il che mi consentiva di pagare affitto e bollette, anche se con fatica».
Per lei sono stati mesi difficili, anche dal punto di vista familiare. Con questo impiego, però, era convinta «di aver riallacciato il filo del discorso per ricominciare una nuova vita con mio figlio. E invece le cose sono andate male». Ora si sente svuotata, incapace «di provvedere al mio bimbo. Ecco perché racconto la mia storia: voglio che ci si renda conto di cosa accade in questa città e in questo Paese. Ripeto: non accuso nessuno. Voglio solo la mia dignità, voglio un futuro. Non penso di poter essere incriminata perché desidero queste cose».
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