Il Tirreno

Versilia

Quell’attesa sempre infinita al nostro Pronto soccorso

di Roy Lepore
Quell’attesa sempre infinita al nostro Pronto soccorso

I tempi si dilatano dal momento dell’arrivo a quello dell’eventuale ricovero La ristrutturazione dei locali non ha portato i miglioramenti sperati

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VIAREGGIO. È ormai diventata sempre più consuetudine, purtroppo, trascorrere diverse ore in attesa al Pronto soccorso per i familiari che accompagnano un loro parente che ha necessità di essere visitato. La media dei tempi è sempre piuttosto alta, visto che si arriva anche alle dieci ore di attesa. Ma ci sono anche casi in cui il tempo si dilata ulteriormente. Con la ristrutturazione e l'ampliamento del Pronto soccorso la speranza era quella che la situazione migliorasse, ed invece almeno per adesso, non sempre chi si reca al Pronto soccorso riesce a cavarsela con poco tempo di attesa. Anche quando non ci sono i codici rossi, che hanno la priorità su tutto.

Nonostante ci sia una presenza non tanto numerosa di pazienti, si fanno i conti con i tempi tecnici necessari a sbrigare tutto l'iter, prima che venga deciso dal medico di turno, se il paziente che è arrivato al Pronto soccorso debba eventualmente essere ricoverato, oppure no.

Una volta che l'ambulanza è arrivata all'ospedale Versilia - questa la trafila che si presenta davanti - il paziente viene registrato con i dati anagrafici dal personale infermieristico del triage, che assegna poi un codice di entrata al Pronto soccorso. Il paziente viene collocato in uno degli spazi di attesa all'interno della struttura dell’emergenza. Spazi che sono stati ampliati per ospitare più barelle.

Intanto, gli infermieri, pochi per il numero dei pazienti presenti il più delle volte, controllano se chi è arrivato abbia delle necessità impellenti. C'è poi da attendere di essere visitati da parte del medico di turno appena disponibile, il quale deve gestire un po' tutti i pazienti che sono presenti.

Una volta che il medico ha effettuato il controllo, decide se sottoporre i pazienti a vari esami, in modo da poter avere un quadro clinico completo. C'è chi deve effettuare una tac, a seconda della gravità per cui è stato trasportato in ospedale, ma vengono effettuati anche tutta una serie di esami - fra questi quello del sangue ed altri ancora - che hanno dei tempi tecnici di attesa.

I familiari che sono in sala di aspetto vengono informati dal personale man mano che ci sono delle risposte agli esami effettuati. Il tempo e le ore di attesa crescono nell'arco della giornata. Una constatazione da fare è quella che in determinati momenti, lo stesso personale del triage provvede a trasferire il malato negli spazi del Pronto soccorso e poi - se viene deciso di ricoverare il paziente in reparto e in quel momento altro personale è impegnato - provvedono loro stessi ad accompagnarlo.

Capita spesso di trascorrere anche una notte in barella al Pronto soccorso, per mancanza di posti letto. Quando se libera qualcuno c'è da attendere anche la dismissione con l'arrivo di una ambulanza che trasferisce a casa il paziente che lascia l'ospedale.

Abbiamo voluto raccontare un po' quello che accade al pronto soccorso Versilia, che ogni giorno è sempre molto affollato. Chi si trova in sala di attesa infatti non è a conoscenza in molti dei casi di quello che accade al di là di quelle porte. Ci sono casi in cui la pazienza è al limite, ed allora non mancano le proteste vibranti nei confronti di chi deve fare da parafulmine di un sistema che dovrebbe essere migliorato soprattutto dalla politica.

La buona volontà e la professionalità del personale c'è per poter cercare di lavorare al meglio, ma ci sono situazioni - è lo sfogo che si raccoglie nel passare delle ore nell’attesa del responso su un familiare - che vanno al di là delle proprie competenze.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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