Il dolore
Seravezza si mobilita per Ginevra
Raccolta di fondi per una bimba di 2 anni che deve essere operata in Israele
SERAVEZZA. La comunità di Seravezza si è mobilitata per Ginevra, la bambina di Livorno malata di leucodistrofia metacromatica.
Ad appena due anni dovrà subire un trapianto di midollo in un ospedale a Israele, programmato per febbraio 2016. Il papà e la mamma di Ginevra dovranno spendere 250 mila euro. Così l’amministrazione comunale e alcune associazioni di Seravezza sono riuscite a raccogliere 2 mila euro. L’Uoei (Unione operaia escursionisti italiani) di Ripa è stata la prima a raccogliere offerte durante un evento alle Scuderie Granducali. Poi la Filarmonica di Ripa e la contrada la Lucertola durante i Mercatini di Natale. Ma anche la stessa amministrazione insieme ai dipendenti comunali hanno versato il loro contributo. Tra i primi amministratori a mobilitarsi c’è stata Roberta Lombardi. «Nella mia lunga militanza politica - ha detto - non è la prima volta che i miei concittadini si dimostrano solidali: Seravezza ce l’ha proprio nello spirito questa caratteristica» ha commentato Lombardi. Che ha spiegato anche la storia di Ginevra. Ha due anni, e da pochi mesi i medici del Meyer di Firenze gli hanno diagnosticato questa rara malattia. I genitori l’hanno già portata tre volte a Israele per preparare il corpo al trapianto di midollo con delle infusioni di cellule staminali già costate 30 mila euro. «C’è stato un magnifico impegno da parte del mondo del volontariato» ha proseguito Roberta Lombardi. «Ad ogni Mercatino di Natale sono state raccolte offerte. Siamo anche stati contattati dai genitori della famiglia che ci hanno ringraziato vivamente. Speriamo che siano in grado di raccogliere tutti i fondi necessari per l'operazione».
Attualmente la bambini ha perso le capacità di deambulazione e comunicative. L’unico modo per salvarsi è il trapianto di midollo, ad Israele dove sono in grado di trattare questa rara malattia. E’ nato anche un comitato a Livorno: Salviamo Ginevra. «La cosa che più mi ha colpito – ha commentato Bruno Vangelisti, presidente della Consulta del Volontariato – è stato vedere la partecipazione di diverse realtà che si sono rese disponibili, a prescindere dalla piccola cifra e simbolica che siamo riusciti a raccogliere. Significa che se ci muoviamo insieme e facciamo rete possiamo raggiungere obiettivi impensabili come singole individualità. Il patrimonio dello spirito umanitario e sociale – ha concluso Bruno Vangelisti - è insito nella nostra realtà, basta soltanto sollecitarlo».
(t.b.g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
