Il Tirreno

Versilia

Mercato ittico, indaga la Corte dei Conti

di Donatella Francesconi
Mercato ittico, indaga la Corte dei Conti

Macchinari nuovi mai attivati ed interventi mai fatti: dopo l’esposto dei pescatori un primo atto è già arrivato in Municipio

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VIAREGGIO. A Viareggio non va tutto bene, a dispetto delle indagini che avrebbero dovuto proseguire - prima di tutto sulla storia infinita del nuovo mercato ittico - ed invece sono state fermate dal Tribunale di Lucca. Non va affatto tutto bene. Nè per quanto riguarda la nuova costruzione, oggi nelle mani della Regione. Ma neppure per quella vecchia, ancora in funzione. Sulla quale la Corte dei Conti della Toscana ha aperto un’indagine - oggi è ufficiale - che ha già portato un primo atto in Municipio. È la vera novità di fine 2015, come in un gioco dell’oca in cui si torna al “via” senza essere però passati dalla prigione. La Procura della Corte dei Conti ha lavorato sull’esposto presentato dal Consorzio dei pescatori. Arrivando ad imputare una serie di mancanze alla passata direzione dei mercati, ittico compreso. «Sono stato informato del fatto che sarebbe arrivato qualcosa - spiega al Tirreno l’avvocato Emilio Soppelsa, difensore di Caterina Ariani, ex direttore dei mercati comunali - ma non ne ho ancora preso visione».

Resta il dato di fatto che qualcuno ha deciso di vedere chiaro in una serie di spese finanziate con i fondi della Comunità europea destinati alla pesca per l’acquisto di macchinari mai messi in funzione e la realizzazione di interventi in parte o del tutto rimasti lettera morta.

Lungo è l’elenco nell’esposto dei pescatori che si sono affidati all’avvocato di Firenze, Roberto Passini. Che dichiara: «Posso solo confermare che c’è un’indagine aperta. Al momento, visto il segreto istruttorio, non posso dire di più». Ma la macchina si è messa in moto e Viareggio non può pensare che una volta ancora possa non esserci giustizia. Di fronte a quanto i pescatori hanno denunciato per anni. Di fronte a quelle immagini e quei conti che il Tirreno ha mostrato per anni. Di fronte a quei macchinari un giorno nuovi, che sono invecchiati senza aver lavorato un solo giorno, come per anni è stato sotto gli occhi di tutti.

Ed ecco i fatti sui quali ha puntato l’esposto dei pescatori.

Asta elettronica. Impianto di asta elettronica: finanziato in base al bando del maggio 2009, contributo richiesto e concesso 99.595,20 euro (novembre 2009), collaudato e liquidato per 82.995,02 euro (febbraio 2012). Non ha mai funzionato.

Macchina del ghiacchio. Impianto di produzione di ghiaccio: finanziato in base al bando del maggio 2009, contributo richiesto e concesso 99.600,00 euro (novembre 2009), collaudato e liquidato per 83,000,00 euro (febbraio 2012). Ha funzionato ad intermittenza, più rotta che attiva.

Macchina molluschi. Impianto per il confezionamento dei molluschi: acquisto macchina lavasciugatrice pavimenti, impianto di nastri trasportatori per asta meccanizzata, finanziato in base al bando del maggio 2009, contributo richiesto 99.864,00 euro (novembre 2009), collaudato e liquidato per 83,220,94 euro (febbraio 2012). Non ha mai funzionato.

Colonnine. Realizzazione di colonnine per la distribuzione di acqua ed energia elettrica: contributo concesso 99.996,72 euro (dicembre 2010), collaudato (giugno 2012) e liquidato (luglio 2012) per 79.302,11 euro; realizzazione di cabina elettrica: contributo concesso 99.980,40 euro (dicembre 2010), collaudato (giugno 2012) e liquidato (luglio 2012) per 88.744,50 euro. Ed ancora: impianto antincendio, impianto fotovoltaico a servizio del mercato ittico, tribune per asta meccanizzata, adeguamento del locale per confezionamento dei molluschi: contributo concesso (dicembre 2011) per 199.356,00 euro. Il termine dei lavori era giugno 2013. A queste cifre vanno aggiunti: progetto di costruzione di una pensilina sul mercato, finanziato per 57.899,15 euro; 19.293,78 euro per l’acquisto di 4 bilance elettroniche.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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