Toscana
La Fauzia svela i suoi segreti «Uno è amare i viareggini»
VIAREGGIO. Musica a palla e bomboloni a gogò (insieme a calici di prosecco). La riapertura della Fauzia dopo un lungo restauro è stata una festa popolare. Come doveva essere. Bar o pasticceria ci si...
VIAREGGIO. Musica a palla e bomboloni a gogò (insieme a calici di prosecco). La riapertura della Fauzia dopo un lungo restauro è stata una festa popolare. Come doveva essere.
Bar o pasticceria ci si domanda spesso quando si entra in un locale. Qui non c’è l’imbarazzo della scelta. È la Fauzia e basta.
Ieri era dietro al bancone, sorridente e attenta come sempre. Lei ha 76 anni, portati come una ragazzina dietro il bancone. Come se attendesse ancora il suo primo cliente.
Il locale invece viaggia a mille da 46 anni. «Lo abbiamo aperto nel 1969, fra pochi giorni gli anni sono 47».
In Passeggiata è cambiato praticamente tutto, quanti bar sono scomparsi. La Fauzia è sempre lì. «Non ci sono segreti nel commercio – spiega mentre la festa di riapertura è in pieno svolgimento – o comunque sono facili da scoprire. Il mio segreto, ad esempio, è di avere sempre lavorato con i viareggini. Questo ci ha permesso di non subire gli sbalzi del lavoro fra stagione ed inverno».
La Fauzia è la regina dei viareggini, ma soprattutto degli studenti dei licei. Perchè la roba – dalle paste ai panini – è buona e soprattutto a buon mercato. Il figlio Gigi Cecchi passa sopra le teste con grandi vassoi di bomboloni alla crema e brioche infarcite di crema chantilly. È divertente vedere l’età degli invitati (diciamo così). Ci sono tutte le generazioni, dai ragazzini alle mamme. Quelle stesse mamme che magari da giovani frequentavano la Fauzia, magari stazionando sulle panchine davanti il bar.
Ieri come oggi, per i ragazzi la signora dietro il banco aveva sempre un sorriso o una battutaccia (e a quel punto a sorridere erano i clienti).
Come ai tempi di una ragazza – parliamo di fine anni Settanta – che passava da un fidanzato ad altro esibendo in Passeggiata baci appassionati. «Ecco arriva utero infammato» l’apostrava la Fauzia fra l’ilarità generale.
E allora di fronte a cotanto personaggio descrivere il nuovo arredamento del locale passa decisamente in secondo piano. Prevalgono i toni chiari e c’è una serie di voluto che imbracano l’alto soffitto.
Dietro il nuovo bancone ci sono due ragazzi giovani. «Ora tocca a loro» indica la Fauzia. ma non è vero. Loro ci saranno, ma resterà anche lei. Amante di Viareggio, del carnevale, del Malfatti. Soprattutto, come poche, amante del proprio lavoro.
c.b.
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