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Versilia

Pucciniano, Veronesi vuole chiarezza

Pucciniano, Veronesi vuole chiarezza

Il presidente chiede a Moretti di acquisire la relazione della società di revisione

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TORRE DEL LAGO. Giallo in riva al lago dove, nelle stanze della Fondazione Festival Pucciniano alla vigilia di Natale sono risuonate le parole del presidente Alberto Veronesi. Il quale ha fatto mettere a verbale, nella riunione del consiglio di indirizzo, di voler acquisire la relazione della società di revisione Bdo (Firenze) sullo stato della Fondazione stessa. Relazione pagata che, però, la Fondazione non ha ancora e sulla cui acquisizione c’è stato scontro nello stesso consiglio di indirizzo in cui è stato rinnovato per tre anni il contratto al direttore amministrativo Franco Moretti. Una figura non più prevista dallo statuto del Pucciniano e che, dunque, non ha più ragione di essere. Ma - è stato sostenuto da chi ha appoggiato la scelta - lo statuto non lo prevede ma non lo vieta. Una bella arrampicata sugli specchi, pensando che la figura è stata formalmente eliminata dallo statuto, che non è stato modificato, per scelta dell’oggi ex sindaco Betti.

La Corte dei Conti. Su cosa accade nei conti della Fondazione la relazione della società di revisione molto potrà dire. Intanto, però, ecco come si esprime la Corte dei Conti nelle sentenza del 2010 relativa alla costruzione dei Gran Teatro: «Confusione amministrativa, già segnalate ed accertata, che ha caratterizzato l’operato della Fondazione quantomeno nel periodo di riferimento». Sono le pagine nelle quali la Corte dei Conti si occupa dell’incarico ricevuto all’epoca da Franco Moretti: responsabile unico del procedimento per la costruzione del nuovo teatro, nonostante non avesse le competenze in quanto ragioniere. La sentenza di appello (2014) parla chiaro: «Qualora non vi fossero state figure interne alla Fondazione si sarebbe potuto fare ricorso a figure interne al Comune tenuto conto che l’Ente locale non solo aveva comunque provveduto alla progettazione definitiva dell’intervento ma - come dimostrato dalla Procura - era dotato presso il settore lavori pubblici nel 2002 di figure professionali adatte a svolgere il ruolo di Rup (ben tre ingegneri, un architetto e sette geometri)». Sembrano le parole dei carabinieri del Nucleo investigativo di Lucca quando affrontano le indagini sul terzo piano del Municipio e chiedono intercettazioni e perquisizioni ad un gip che deciderà che non ce n’è bisogno e che a Viareggio va tutto bene.

Moretti, ad un certo punto, viene sostituito nell’incarico con l’ingegnere Ivano Bellandi. Con un giallo che spunta nell’inchiesta: una fattura da ventimila euro per la quale la Corte dei Conti scrive: «Tale importo non è stato imputato agli odierni appellanti per mancanza della prova giuridica dell’avvenuto pagamento». Quando accaduto sull’incarico a Rup, conclude la Corte nella sentenza di condanna, «risultano dimostrate sia la violazione della normativa di riferimento sia la mancanza di qualsiasi contatto con il Comune finalizzato a risolvere il problema organizzativo in sede di nomina del Rup Moretti». Ma, nelle pratiche consolidate del Comune di Viareggio e dintorni, va tutto bene e i carabinieri non servono, oppure no? (d.f.)

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