Il Tirreno

Versilia

Tante luci e abeti, ma poco shopping

di CORRADO BENZIO
Tante luci e abeti, ma poco shopping

Serpeggia un po’ di delusione: Viareggio, Forte, Pietrasanta quest’anno hanno fatto molto, si sperava in maggiori incassi

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CORRADO BENZIO. Alle 18 del 23 dicembre le luci del cantiere Benetti in Darsena sono tutte accese. Si lavora per finire un’importante commessa. Da mesi è così: luce accese fino a tardi. Ed è così anche da Perini. La nautica è ripartita.

Da Lombardo, sempre in via Coppino, si lavora la notte per finire i panettoni. Poco più in là, da Cicero, c’è il gran completo tutte le sere. Come da Giorgio al mercato. Cene aziendali, ma soprattutto gente da fuori: il pesce piace sempre di più. E lusso, ma anche leggerezza.

Se da Giorgio risali verso la Passeggiata scopri invece una realtà meno luccichente (sic). Il salotto buono (ex?) stenta. Lo conferma Piero Bertolani, presidente del consorzio. «Il Natale? Sono luci ed ombre. Giorni in cui si lavora, altri in cui il lungomare è semivuoto. Ho parlato coi miei fornitori e mi confermano che la situazione è ancora precaria. Noi forse scontiamo, oggi, un rischio-Viareggio, ma è ovunque così. Anche all’estero».

Anche a Forte si sforzano di essere ottimisti. «Le cose vanno meglio degli scorsi anni, sicuramente – spiega Giovanni Maffei di Ascom – lo sforzo da parte nostra e del Comune c’è stato. E i risultati si vedono, ma non parliamo certo di boom». Come detto, ci si sforza di essere ottimisti. La verità è che in giro c’è delusione. La stagione estiva andata bene, per molti benissimo. In più quasi tutti i Comuni (Forte, Pietarasanta e anche Viareggio) si è investito su questo Natale: spettacoli, luci, alberi. In più c’è stato il lungo weekend dell’Immacolata quando Forte e Pietrasanta sono stati invasi da gente. Per qualcuno i soldi sono finiti lì.

Non è vero. Vero è che quei giorni di gozzoviglio avevano illuso. «Se ha meno soldi in tasca cosa fai? Aspetti i saldi, per questo l’abbigliamento soffre. Al di là dei ragionamento su questo caldo che non invoglia» spiega ancora Bertolani.

In via di Mezzo a Pietrasanta spuntano già le offerte. A Forte dei Marmi la buotique di Roberto Cavalli annuncia in un cartellino che riaprirà a marzo. Neanche il Natale sposta i fatturati della griffe fiorentina.

A Lido gli operatori della passeggiata parlano anche di crisi della mutande. Ovvero gli stessi grandi franchising dell’intimo low cost (i nomi sono noti) stentano a fare fatturati.

C’è un’aria strana in Versilia. Nell’Antro del Corchia non si rappresenta la Natività, a Pruno il presepe vivente è splendido ricordo del passato. Ed i vin brulè alla casa della Comunità a Stazzema esiste sempre. Resta il triste caravanserraglio del Camel Ponce, da fenomeno originale a distribuzione di strani liquidi in bicchierini di plastica tipo metadone. E sperate, o voi che andate, di avere una vescica di ferro. I bar sbarrano le toilette. C’è poi il fenomeno delle librerie. Mondadori (in realtà un franchising) ha aperto anche a Pietrasanta dove già in centro esistono due note librerie. Intanto La Vela di Viareggio conferma che anche a Natale il libro ristagna.

Chissà cosa ne sarà dell’altro rito di Natale e Santo Stefano, il cinema? Ci si barcamena con titoli mediocri aspettando Checco Zalone ed i suo «Quo vado», soprattutto aspettando i miracoli di Luca Medici al botteghino. Ma Checco arriva a gennaio. Tutto è ridimensionato. A partire dai prezzi dei pranzi di Natale e dei cenoni di Capodanno. Meno caviale e più tordelli al ragù anche nei locali stellati. Ma non è detto che i ristoranti si riempiono. La Capannina sì, a tappo. Anche se si è passati – parliamo di Capodanno – da Benigni a Jerry Calà e ora a Dado, nuovo eroe anti-Isis. Per fortuna che Gherardo Guidi resiste e conta quanti San Silvestro ha fatto a Forte dei Marmi.

E anche lui, come altri, vi dirà che poi alla fine, i milanesi a Natale sono sempre andati in montagna, il mare d’inverno ha fascino e comunque è spesso un ripiego.

Un imperativo sale categorico. «Non commisuriamo gli sforzi fatti con gli incassi» spiega Maffei da Forte. Nel senso che l’impegno è stato notevole, da Forte a Pietrasanta, per rendere piacevole lo shopping. Se poi le cose non funzionassero troppo per il commercio, non immaginiamo di tornare a strade buie e scenari bulgari.

«E sempre allegri bisogna stare» cantava Dario Fo in «Ho visto un re». La Versilia deve restare comunque allegra e luccicante, familiare ma glamour quanto ti inoltri al Twiga o al Bistrot.

Le luci di Benetti dovrebbero essere un faro. Quando si fanno le cose bene, la Versilia resta grande. Magari sperando di non perdere alcuni asset. Come quell’ora di diretta Rai che ci regala(va) il Carnevale. E che rischiamo di perdere, nonostante faccia più audience di Ballarò o Dimartedì. La crisi si può battere.

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