Il Tirreno

Versilia

Per il Centro congressi bando appeso a un filo

di Donatella Francesconi
Per il Centro congressi bando appeso a un filo

I lavoratori licenziati ieri si sono ritrovati davanti al Principino chiuso da mesi: «Paghiamo la colpa di essere stati nella società partecipata sbagliata»

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VIAREGGIO. «Che abbiamo fatto di male per essere capitati nella partecipata sbagliata?»: è la domanda che si vanno ripetendo i sette lavoratori della Viareggio Versilia Congressi senza un posto di lavoro da settembre. Ieri pomeriggio i sono ritrovati ancora una volta davanti al Centro congressi chiuso insieme a Massimiliano Bindocci, sindacalista della Filcams-Cgil che davanti a loro e ai giornalisti ha inviato una mail di sollecito di incontro all’assessore Valter Alberici: «Tra due giorni è Natale - questo il testo della richiesta - e queste persone non vedono un euro da settembre. Se domani pomeriggio (oggi per chi legge, ndr) il sindaco li ricevesse sarebbe un segnale di civiltà».

Nel caso dei sette dipendenti della partecipata interamente pubblica licenziata non vedere un euro non è un modo di dire: «Ci avevano promesso il pagamento del mancato preavviso - ricordano i lavoratori - che sarebbe servito ad attendere il pagamento della disoccupazione, non previsto che alla fine di gennaio. Ma non abbiamo visto un centesimo».

Emanuele Montemagni, 5 anni; Fabiola Benedetti, 11 anni e 6 mesi; Franco Polacci, 12 anni; Monica Cortopassi, 15 anni; Katiuscia Guidi, quasi 18 anni: si presentano così ai cronisti con i quali per anni hanno avuto a che fare. E suona un po’ come un circolo di auto-aiuto. «È umiliante a quarant’anni e dopo una vita di lavoro - racconta Guidi - svegliarsi la mattina e non sapere cosa fare. Siamo un gruppo di lavoro cui è stata tolta la dignità». «E per cosa, poi?» le fa eco Cortopassi: «Col denaro che si risparmia dai nostri stipendi si ripianerà il buco del Comune? Non credo proprio...».

Impossibile non ricordare - come fa Bindocci, per il quale come da abc del sindacato sette lavoratori o settanta fuori dalla produzione sono la stessa identica cosa - che «non è che sul Centro Congressi è caduto un meteorite...Le cose si sapevano tutte e da tempo».

Oggi il futuro dei lavoratori della struttura è appeso al filo del bando che il curatore fallimentare ha messo sul mercato. Un bando con condizioni talmente onerose, soprattutto se collegato alla tempistica (un solo anno di gestione) da poter scommettere senza paura di perdere che andrà deserto. E, forse, questo è il meno. Perché in realtà radio-Municipio racconta che non ci sarebbero speranze per la Viareggio Patrimonio di uscire vittoriosa dai ricorsi contro il fallimento. Si rimetterebbe tutto in gioco, dunque, comprese le vicende del bilancio comunale (che deve essere pronto per quando viene approvato dal ministero il bilancio stabilmente riequilibrato firmato dal commissario prefettizio). Con la Patrimonio pronta ad affidare con trattativa privata il Centro Congressi per una gestione quinquennale. Che potrebbe andare nelle mani di qualcuno di coloro che hanno già presentato offerte prima del bando.

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