Il dolore
Tallio, il comitato torna all’attacco di Asl e Comune
Per i cittadini c’è troppa poca trasparenza: adesso per ascoltare gli esperti dell’Università serve un permesso
PIETRASANTA. «Sarà per quello che abbiamo passato, sarà per la scarsa trasparenza, sarà perché non otteniamo risposte, sta di fatto che a Valdicastello , la maggior parte dei residenti, continua a non bere o utilizzare l’acqua del rubinetto di casa».
Quattordici mesi la prima ordinanza sulla presenza di un metallo pesante nell’acqua che arriva nelle case dopo la storia non cambia: il tallio era e resta nei pensieri, e nelle paure, di chi abita nella frazione, come ribadisce il Comitato di zona supportato dall’associazione per la tutela ambientale della Versilia, che mettono nel mirino l’operato dell'amministrazione comunale, della Regione e di Asl. Troppe incertezze, troppe cose ancora da chiarire.
Università. «All’ultima assemblea di paese non erano presenti gli studiosi dell'Università di Pisa: il motivo? Per farli partecipare dobbiamo ottenere le autorizzazioni da Comune e Regione. È questa la politica della trasparenza? È questo il modo corretto per informare tutti coloro che stanno vivendo sulla propria pelle l'emergenza tallio? E poi, gli amministratori comunali, parlano di collaborazione» fanno sapere dal Comitato.
Asilo. Via libera, nel frattempo, nell'asilo di Valdicastello, all'utilizzo dell'acqua corrente per il lavaggio delle stoviglie. «Con un “giallo”, però: perchè le analisi sulla presenza o meno dei metalli pesanti nell'acqua (assenti dai riscontri, ndr) sono state certificate da un laboratorio privato e non da Asl come prassi? Questo modo di procedere - insistono Comitato e associazione - non è tollerabile. Noi chiediamo che ogni esame, ogni valutazione di carattere sanitario e chimico, sia portata avanti da Asl e da Arpat e non da laboratori privati».
Ortaggi contaminati. Così come si reclamano maggiori informazioni sullo stato degli studi relativi alla contaminazione dei terreni e degli ortaggi. «Asl ha i risultati al riguardo? E se li ha cosa aspetta a farci sapere come stanno le cose? Perchè chi abita a Valdicastello continua a coltivare i propri terreni e ha il diritto di essere informato. Sono trascorsi mesi da quando è stato lanciato l'allarme - sostengono dal Comitato -, ma ancora oggi non abbiamo informazioni precise. Per il momento il Comune si è limitato, dietro nostra richiesta insistente, a chiudere le prese d'acqua lungo il fosso Baccatoio. Sarebbe però il caso di fare, al tempo stesso, ricorso ad un'altra sorgente esente da problematiche e consentire, in questo modo, le irrigazioni».
Contaminati. Sono 3, al momento, secondo gli approfondimenti sanitari portati avanti da Asl le persone contaminate dal tallio a Valdicastello. «Anche su questo fronte - spiegano dal Comitato - chiediamo che ci sia una maggiore completezza di informazioni: il nostro timore, non supportato da riscontri certi, è che la problematica della contaminazione sia più estesa».
No ai rimborsi. Nelle ultime settimane sta crescendo il numero di cittadini decisi a rinunciare ai rimborsi in bolletta in modo da potere fare ricorso in tribunale con annesse richieste danni. «Inizialmente il totale stimato di questi rimborsi, 350 mila euro, doveva essere destinato ad un fondo per la ricerca sui rischi correlati al tallio. Ma di questo fondo non abbiamo più saputo niente da Gaia. Senza dimenticare che da giugno 2014 non riceviamo, appunto, bollette relative al consumo di acqua e alla depurazione, temiamo conguagli a più zeri nelle prossime fatturazioni. Visto il quadro generale d'incertezza e la comunicazione carente, riteniamo l'azione legale una soluzione, a questo punto, doverosa».
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