Il Tirreno

Versilia

Guardi scuote i balneari «Con me si cambia marcia»

di Matteo Tuccini
Guardi scuote i balneari «Con me si cambia marcia»

Il nuovo presidente: finita l’èra in cui si fa da soli senza curarsi del mondo esterno A partire dai clienti: «Bisogna andar loro incontro e raccontare la nostra storia»

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VIAREGGIO. «Nuovo slancio, cambiamento, sguardo in avanti»: queste le tracce lasciate nel primo comunicato ufficiale da presidente. Ma soprattutto Pietro Guardi, 35 anni, titolare del bagno Lelia sulla Terrazza della Repubblica e da sabato mattina nuova guida dei balneari di Viareggio, vuole una mentalità diversa rispetto al passato. «Dobbiamo aprirci verso l’esterno: i colleghi del resto del Versilia, gli altri operatori turistici. I clienti, soprattutto. L’èra in cui facevamo da soli deve finire».

Per alcuni queste sono parole vuote, slogan privi di significato. Per Guardi non è così. Su questi concetti ha imperniato la sua candidatura alla guida dell’associazione, all’inizio apparsa poco più che una sfida alla vecchia guardia. Intendiamoci: chi lo guarda e pensa a un ragazzo alle prime armi, un neofita se così si può dire, si sbaglia. Quasi cinque anni fa partecipò alla prima sfilata di protesta contro gli effetti della direttiva Bolkestein, marciando al fianco delle auto sul lungomare fino a Forte dei Marmi: «Voglio fare il lavoro di mio nonno - diceva - l’Europa non può impedirmelo». Alle ultime elezioni amministrative si è candidato con Giorgio Del Ghingaro ed è entrato in consiglio comunale. Non è uno sprovveduto, insomma. Tanto da prendere in contropiede tutti alle votazioni per il rinnovo delle cariche dell’associazione di categoria: lì Guardi ha preso 50 voti, risultando primo tra gli eletti nel nuovo consiglio direttivo dei concessionari viareggini. Consiglio da cui è rimasto fuori il presidente uscente, il settantenne Carlo Monti. Per un cambio della guardia inatteso dopo nove anni. O forse no, a ben guardare.

Che la guida di Monti, con il supporto del nume tutelare Graziano Giannessi, suscitasse da tempo qualche malumore era risaputo. E anche questo, se vogliamo, è la spia che il sentire comune dei balneari è stato mutato dalla battaglia alla Bolkestein, dalla crisi del turismo e della città. Fino a qualche anno fa la leadership di Monti non sarebbe stata in discussione: oggi le cose sono cambiate. E Pietro Guardi si propone di cambiarle ancora di più. Modificare il codice genetico dei balneari, e in generale degli operatori turistici viareggini, in maggioranza ancora lontani dalle richieste del cliente moderno: davvero è possibile una cosa del genere? Secondo Guardi sì.

«La missione è complicata, lo so - spiega il nuovo presidente dei bagni - ma non per mancanza di volontà dei colleghi. È che le cose sono cambiate in tutto il mondo. Io vado tutti gli anni alla fiera BuyTourism, lì si capisce chiaramente che le persone vogliono provare delle emozioni quando visitano un posto. Vogliono che si racconti loro una storia, la nostra storia. Questo dobbiamo cercare di fare il più possibile». Oggi a Viareggio lo fanno in pochi, pochissimi. E non vale solo per i balneari: è di pochi giorni fa la mortificante figura fatta dagli albergatori, con nove hotel chiusi su dieci nel ponte dell’Immacolata.

Una cosa è certa: Guardi non vuole più l’isolamento della categoria. «La prima cosa che farò, dopo aver sbrigato alcune pratiche necessarie all’Associazione - dice - sarà incontrare gli albergatori, i commercianti e in generale chi lavora coi turisti. Dobbiamo stare insieme, realizzare iniziative, proporre idee. Dobbiamo tenere aperta la città anche d’inverno, e farci trovare pronti per la prossima estate». Tempo fa Guardi aveva lanciato, assieme ai colleghi Oreste Giannessi (bagno Nettuno) e Giacomo Maggiorelli (Arizona) una serie di proposte per “svecchiare” la promozione turistica della città. Si ripartirà da questo modo di lavorare, per collegare tra loro le varie anime. Lui non lo dice, ma è chiaro che il riferimento è il modello Lido: balneari, albergatori e commercianti uniti nella battaglia, come in Romagna. E proprio toccando il tasto Lido si apre uno dei punti dolenti del mondo balneare. Guardi non ne vuol più sapere di un’associazione che non collabora col resto della Versilia, come se si trattasse di due realtà diverse: «Fare due ricorsi contro il Codice della navigazione, uno targato Viareggio e l’altro targato Versilia, non si può accettare», ammette. Così come non si può accettare una Versilia in cui i Comuni dicono cose diverse agli imprenditori della stessa categoria, leggi la pratica per il prolungamento delle concessioni, possibile in base agli investimenti. Guardi si dice cauto sull’argomento, mostrandosi più vicino alle posizioni del sindaco di Forte Umberto Buratti (che sostanzialmente ha sconsigliato di fare la richiesta). Ma al tempo stesso spiega: «Ai Comuni chiederemo una linea univoca, in attesa di avere qualche certezza in più. Soprattutto dopo la sentenza della Corte di giustizia europea ad aprile».

Infine, le rimostranze che neanche tanto velatamente gli oppositori - Graziano Giannessi in primis - gli hanno sollevato in faccia: come farà a gestire il doppio ruolo di consigliere comunale di maggioranza - tra l’altro è presidente della commissione Turismo - e presidente dell’associazione di categoria? «Non voglio entrare nella polemica - dice - assicuro soltanto che svolgerò bene entrambi i ruoli. E comunque io rappresento i balneari. Mi auguro che chi oggi pone dei dubbi sia altrettanto efficace nell’aiutarmi a fare un buon lavoro».

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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