Sicurezza
Via tutti i cassonetti prima dell’estate
L’annuncio del sindaco Del Ghingaro: l’indifferenziato si può raccogliere ogni tre settimane e l’organico si composta
VIAREGGIO. Via tutti i cassonetti da Viareggio entro maggio, è l’obiettivo lanciato dal sindaco Giorgio Del Ghingaro dal palco del cinema centrale. Dove ieri sedevano anche Francesco Iacotucci, amministratore delegato di Asia, azienda dei rifiuti di Napoli, e Paolo Silingardi, presidente di “Achab”, società di comunicazione nel settore ambientale. Come annunciato dall’assessore Alessandro Pesci in commissione, Viareggio si lancia verso il porta a porta spinto con un progetto che attraverserà tutto il 2016. «Oggi l’obiettivo è la diminuzione del rifiuto», dichiara Del Ghingaro. E non più la sola raccolta differenziata, della quale va comunque aumentata la percentuale. Anche perché se la differenziata raccolta non la si vende nel ciclo del riciclo non si può parlare davvero di “rifiuti zero”.
Il sindaco spiega cosa intende sperimentare su Viareggio. Ma la città vera resta sulla sfondo. Del Ghingaro ha in testa il modello-Capannori, ben più semplice e lineare della realtà viareggina composta di mille anime ed altrettante realtà. «L’indifferenziata - racconta - si raccoglierà ogni tre settimane. Perché alle fine il rifiuto non ci sarà». In alcune zone di Capannori - ricorda l’ex sindaco del comune della Piana lucchese - «l’indifferenziato si raccoglie una volta al mese. Perché meno si raccoglie e meno si spende».
Compostiere per organico. Una filosofia che attraversa l’intera proposta di Del Ghingaro, segmento per segmento di rifiuto: «Per smaltire l’organico si spende tanto. Qui dobbiamo intervenire dando ai cittadini i composter. Chi ha giardini e terreni, invece, si attrezzerà con i cumuli. Come si faceva una volta». Come sentisse l’obiezione, il sindaco aggiunge: «Anche le compostiere di condominio funzionano perfettamente».
Acqua e latte: i distributori. Anche per il consumo della plastica c’è una soluzione che l’amministrazione e Sea intendono proporre ai viareggini: «L’acqua si prende con la stessa bottiglia di vetro alle sorgenti, come abbiamo fatto a Capannori. E si istituiscono i distributori di latte alla spina. Costa solo diecimila euro metterli in piedi». A Viareggio, però - ricordarlo è inevitabile - le sorgenti non ci sono e neppure le fontanelle, chiuse da tempo. Senza “case dell’acqua”, dunque, si rischia di restare prigionieri della plastica.
Gli ingombranti. Isole ecologiche - questa la soluzione - dove conferire il materiale ingombrante (oggi Sea lo ritira gratuitamente su chiamata). «Con una tessera a punti che dà diritto a sconti sulla bolletta» e «centri del riuso che possono essere affidati a cooperative sociali».
Tariffa puntuale. Del Ghingaro lo annuncia ufficialmente: «Il percorso che abbiamo in mente porta ad introdurre la tariffa puntuale». Quella per cui sulla quota fissa per l’indifferenziato il cittadino aggiunge solo il costo a peso di quello che getta.
Le assemblee. «È una serie di piccole cose per riuscire a ridurre il rifiuto prodotto. Se aggiungiamo queste iniziative al porta a porta spinto in sei/sette mesi abbiamo un calo progressivo del rifiuto del 10% l’anno. Che significa 30-35% dopo tre anni». Perché tutto funzioni, conclude Del Ghingaro, «elemento centrale è la partecipazione attiva del cittadino. Per questo presto inizieremo le assemblee sul territorio per spiegare e convincere».
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