Il Tirreno

Versilia

L’anno del porta a porta Incognita su costi e tariffe

di Donatella Francesconi
L’anno del porta a porta Incognita su costi e tariffe

L’amministrazione punta ad estenderla in tutta la città entro il 2016 L’assessore: una scelta che fa crescere il ruolo ed il lavoro di Sea Risorse

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VIAREGGIO. L’anno che verrà sarà quello del porta a porta spinto in tutta la città, nelle intenzioni dell’amministrazione di Giorgio Del Ghingaro. Ad annunciarlo è stato non il sindaco, ma l’assessore all’ambiente Alessandro Pesci che lunedì porta in consiglio comunale la delibera di indirizzi in materia di rifiuti. La stessa che contiene l’adesione del Comune a Reti ambiente - società che diventerà il gestore del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti per tutta la costa toscana - e l’intendimento di abbandonare il Consorzio ambiente Versilia che riunisce sei dei sette comuni del territorio.

Ieri mattina Pesci ha affrontato il passaggio della delibera in commissione ambiente (approvata dalla sola maggioranza) e ha risposto alle domande dei consiglieri comunali. Domenica Pacchini, capogruppo della Lega Nord, ha chiesto quello che qualsiasi cittadino avrebbe chiesto: «Ma la tariffa aumenterà o diminuira?». Insomma, i cittadini sborseranno di più o di meno? In un Comune dove il ciclo dei rifiuti lo si paga a peso d’oro, ed amministrazioni più azienda dei rifiuti hanno sempre fatto muro all’ipotesi di introdurre la cosiddetta “tariffa puntuale” che sulla quota fissa carica solo quanto effettivamente prodotto da ogni singolo utente/nucleo familiare.

«Il porta a porta - è stata la risposta di Alessandro Pesci - costa parecchio di più. Io spero che costo di smaltimento sia minore ma non è detto...». Un’affermazione prudente che sta nei fatti: quando il commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo ha portato a termine la sforbiciata da 700.000 euro al contratto di servizio con Sea Ambiente, l’azienda dei rifiuti ha risposto riorganizzandosi con meno passaggi sulla raccolta e con l’istituzione delle isole ecologiche in tutta la Darsena, quartiere in cui il porta a porta è stato introdotto per la prima volta a giugno, con questa formula ed il risultato che è quotidianamente sotto gli occhi di tutti.

D’altra parte ieri mattina la presidente della commissione ambiente, Gloria Puccetti, per qualche mese assessore della Giunta Betti (una che le mani nei conti dei rifiuti ha provato a metterle davvero prima di essere sfiduciata) ha detto chiaro e tondo che «solo quando il rifiuto si vende allora è davvero “rifiuti zero”». Un elemento che è centrale nella discussione sul tema: non è raccogliere tanta differenziata che porta ad entrare di diritto nel novero dei Comuni a “rifiuto zero”, ma la quantità di materiale che si riesce a piazzare sul mercato del riciclo. Ad oggi Sea non ricava dalla differenziata che raccoglie più di 400.000 euro l’anno.

Nella delibera di indirizzi che il consiglio comunale è chiamato ad approvare si dà mandato di «incarica la Giunta comunale nel corso del 2016 a voler promuovere, per il tramite della gestione affidata alla società Sea Ambiente il servizio “porta a porta” dei rifiuti in tutta la città. Luca Poletti, capogruppo del Pd, ha chiesto all’assessore Pesci come mai Sea Ambiente e non Sea Risorse, società pubblico-privata che si occupa delle raccolta differenziata. La risposta non poteva che portare “a galla” l’anomalia viareggina: il Comune ha un contratto con Sea Ambiente e non con Sea Risorse (ed allora il contratto per il verde pubblico andrebbe annullato, a quanto conferma Pesci) e Sea Ambiente se la vede con Sea Risorse (Comune-società di Del Pistoia, “Ecost” e “Biofertil”). L’affidamento a Sea Ambiente scade nel 2017, quello a Sea Risorse nel 2050. «Fossi stato assessore io fino al 2050 il contratto a Sea Risorse non l’affidavo».

Fatto sta che - nonostante il lungo scambio di carte legali con Ato Costa, contrario nettamente alla doppia data di scadenza dei contratti, considerata oggetto di «perplessità sulla legittimità» (come scriveva lo stesso Ato nel 2011) - Alessandro Pesci oggi appare convinto che non ci sia niente da fare per modificare il quadro. E nel chiudere la riposta al capogruppo del Pd così si esprime: «Con l’incremento del porta a porta su tutta la città cresce il ruolo di Sea Risorse e diminuisce quello di Sea Ambiente. Insomma, cresce la parte di lavoro di Sea Risorse».

Lavoro che Sea Risorse effettua appaltando ben sette milioni alla “Ecost” (società del gruppo Del Pistoia) che nel 1992 gestiva la raccolta esternalizzata e nel 2003 del Comune è diventata socia con la privatizzazione di Sea Risorse. Contratto di privatizzazione che prevede per le imprese del socio privato non più del 40% di appalti. La novità delle isole ecologiche ha portato all’incirca al 32% la quota di appalti che “Ecost” riceve da Sea risorse per operare soprattutto là dove è necessario l’impiego dei “ragni”. Se la scelta del sindaco - è lo scenario disegnato da Alberto Corsetti, ad di Sea Risorse, nel settembre scorso al “Tirreno” - andrà nel senso di un incremento del porta a porta domestico «sarà Sea Risorse ad essere maggiormente impegnata».

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