Il Tirreno

Versilia

Fondazione culturale unica per tutta la costa toscana

di Donatella Francesconi
Fondazione culturale unica per tutta la costa toscana

È la proposta di Giuseppe Toscano, presidente del Teatro Verdi di Pisa che pensa ad «aggregazioni omogenee» e non a mix come lirica e Carnevale

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VIAREGGIO. «Alle Fondazioni culturali servono capitali privati. E certi soggetti vanno obbligati a pagare: poco ma per forza». Giuseppe Toscano, avvocato e presidente del cda del pisano Teatro Verdi, descrive un futuro a tinte fosche per il modello Fondazioni degli Enti sul fronte della cultura: «Il fondo pubblico nei prossimi anni andrà a ridursi», profetizza. E si salvi chi può. Magari con un’Area Vasta della cultura delle costa toscana, «ed una Società della cultura che aggreghi per settori omogenei». Che non potranno essere, di certo, Carnevale e Festival Pucciniano, soluzione del programma elettorale del sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro. La ricetta di Toscano è così sintetizzata: «Cartellone unico, Fondazione unica e aggregazioni omogenee», per attirare sulla cultura capitali privati.

Tesi sulla quale si è espresso anche il sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto. Il quale ha, però, una visione diversa: «Le Fondazioni hanno senso quando drenano soldi dai privati. Altrimenti vanno chiuse e si internalizza tutto nei Comuni. A Camaiore lo abbiamo fatto e così l’Ente pubblico ha il controllo su spesa ed indirizzi. Mentre nelle Fondazioni è tutto fuori controllo».

Il tema del controllo ritorna anche nelle parole di Toscano, con ben altri toni: «Una Fondazione non può funzionare come un Comune. In una Fondazione i conti si fanno “ex post”», è il ragionamento dell’avvocato che rivendica il diritto delle Fondazioni culturali di non selezionare con bandi pubblici le prestazioni artistiche di cui necessitano. Toscano, nel suo intervento, torna sulla questione dei finanziamenti e dei vincoli relativi: «Le Fondazioni vanno avanti solo perché ci vengono messi dei soldi pubblici. Ma la Corte dei Conti ha detto chiaramente che il denaro degli Enti non può essere utilizzato per risanare le società in perdita. Ed allora sono necessari voli pindarici per dire le verità non dette». Nonostante l’esperienza e le capacità, man mano che lo si ascolta, viene da pensare che abbia davvero ragione il sindaco di Camaiore.

Anche perché Toscano lancia il suo affondo anche sul ministero dei beni culturali: «Sul ministero stendiamo un velo pietoso. Dice “vi voglio valutare”. Bene. Poi vai a vedere come e trovi modelli matematici astrusi».

All’iniziativa organizzata dal Partito democratico era presente anche Adalgisa Mazza, responsabile cultura del Pd di Viareggio ed ex presidente del Festival Pucciniano, la quale ha annunciato un documento del partito sulle questioni trattate. «Le Fondazioni culturali in Italia - ha ricordato Mazza - hanno tutte grosse problemi. Che non si risolvono, però, con soluzioni calate dall’alto», è stato il messaggio inviato dal Gran Caffé Margherita (sempre più luogo di confronti politici di ogni colore) all’indirizzo dell’amministrazione Del Ghingaro. Per restare in tema di spettacoli, le prove d’orchestra non suonano certo quell’accordo ipotizzato appena dopo l’estate tra Pd e Giunta Del Ghingaro.

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