Sicurezza
Iacconi, torna in aula il giovane condannato
Viareggio: il diciottenne sarà sottoposto a un nuovo interrogatorio per capire se ci siano altri responsabili nell’omicidio di Manuele
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VIAREGGIO. Tornerà in un'aula di tribunale il diciottenne già condannato a dodici anni di carcere per l’omicidio di Manuele Iacconi, morto un mese dopo essere stato pestato a colpi di casco in via Coppino.
Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lucca ha acconsentito alla richiesta del pm Sara Polino: il ragazzo sarà interrogato nuovamente il 18 gennaio per l’ennesima ricostruzione della maledetta notte del 31 ottobre 2014, quando Manuele e l’amico Matteo Lasurdi furono aggrediti e pestati selvaggiamente nel cuore della Darsena.
Tecnicamente si tratta di un incidente probatorio, cioè di un esame “non ripetibile”: si usa quando si vogliono acquisire prove o testimonianze che rischiano di non arrivare a processo.
Sì, ma quale processo? Quello che potrebbe scaturire dall’indagine a carico di Federico Bianchi e Alessio Fialdini, i due maggiorenni - il primo ha 20 anni, il secondo 19 - finiti sotto accusa subito dopo l’omicidio. Proprio sulle eventuali responsabilità di Bianchi e Fialdini nell’aggressione a Manuele si incentrerà l’appuntamento del 18 gennaio. Nel frattempo si attendono i risultati dell’esame dei caschi e dei vestiti dei ragazzi indagati da parte della polizia scientifica di Roma: questi test e le parole del ragazzo - che al momento è l’unico finito sotto processo e condannato - potrebbero fugare i dubbi. O aggiungerne altri.
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