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I sindaci della Versilia: per lasciare Cav va saldato il dovuto

I sindaci della Versilia: per lasciare Cav va saldato il dovuto

Il presidente Buratti: al lavoro nell’interesse di tutti Il caso Pioppogatto: passa ad Ato e Vera va a chiudere

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VIAREGGIO. «Certo che è possibile recedere da Cav», è il commento alla decisione che Viareggio si appresta a prendere del presidente del Consorzio, Umberto Buratti: «Basta che il Comune paghi il dovuto». Insomma, «chi esce deve liquidare il debito pro quota che ha. Oltre alle cifre per la partecipazione al Consorzio. Che devono essere pagate».

Non è da oggi che il Comune di Viareggio contesta la spesa per Cav, ovvero per gli impianti di Pioppogatto (tutt’oggi attivo) e Falscaia (l’inceneritore chiuso dalla magistratura). L’ufficio ambiente ha ripetutamente preso posizione in questo senso: «Eppure in questi anni - ricorda Buratti - il Comune ha pagato la sua metà, ovvero due milioni e mezzo». Come dire, difficile oggi sostenere che quella cifra non era dovuta. «Il Consorzio - sottolinea il presidente - ha chiuso tutta la vicenda espropri, l’accordo con Termomeccanica, sta definendo il passaggio di Pioppogatto ad Ato. E sta ancora lavorando alla questione del fallimento Tev-Veolia. Insomma, stiamo agendo nell’interesse dei Comuni. Dispiace che Viareggio non valuti tutto questo...».

Anche perché gli fa eco Massimo Mallegni, sindaco di Pietrasanta che è uno dei due Comuni sui quali insistono gli impianti, «dal punto di vista tecnico uscire dal sistema rifiuti versiliese comporta un impegno finanziario ancora più importante di quello che comporta restare all’interno dello stesso sistema. Spero sinceramente che si tratti di un errore...».

Raggiunto dal Tirreno, Franco Mungai, sindaco di Massarosa (altro Comune con impianto) che di Cav è stato presidente nel momento più caldo, è visibilmente sorpreso: «Vorrà dire che Viareggio ha deciso di portare i propri rifiuti in piazza Mazzini. Perché, se esce da Cav la spazzatura a Pioppogatto di certo non la porta più!».

La delibera che la Giunta Del Ghingaro (assessore Alessandro Pesci) porta all’approvazione del consiglio comunale di lunedì denso di argomenti prevede anche che il Comune di Viareggio raggiunga un contratto con Vera (la società Versilia Ambiente, gestore di Pioppogatto) autonomamente da Cav. «Vera però finisce - spiega Umberto Buratti - perché Pioppogatto passa ad Ato». Ovvero l’Ambito territoriale ottimale Toscana Costa per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, l’organismo che ha tra le mani la gara per il gestore unico del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Parole identiche sono quelle del sindaco Franco Mungai: «Vera la leviamo da Pioppogatto che passa direttamente ad Ato. Il contratto che abbiamo con Versilia Ambiente sta ritto sulle corna delle chiocciole». Visto che è stato pensato per un’emergenza contingentata nel tempo e fino a che non fosse - appunto - subentrato Ato.

«Vera era provvisoria - ricorda Massimo Mallegni -: era scritto nel contratto che avrebbe avuto durata fino all’ingresso in Reti Ambiente e Ato. Ci siamo, e Vera perde efficacia, chiude. Viareggio può anche fare un contratto con questa impresa, ma sarebbe come parlare con un fantasma». In realtà la fine di Vera dovrebbe essere considerata «la liberazione da una delle più grandi sciocchezze che la Versilia ha fatto».

A questo proposito viene da chiedersi cosa sta accadendo a Pioppogatto, da qualche mese autorizzato a produrre Css invece di Cdr ma dopo aver masso mano ad una serie di lavori di adeguamento all’impianto. Autorizzazione della Provincia che è arrivata un attimo prima che Palazzo Ducale passasse la competenza ambientale alla Regione e dopo una lunga serie di relazioni Arpat nelle quali si denunciava che l’impianto produceva Css senza l’autorizzazione. Ci sono stati controlli sull’adeguamento dell’impianto?

Un’altra domanda è inevitabile: Vera sta per rinnovare gli appalti per la rimozione del Css prodotto. Ha un senso visto che l’impianto passa ad Ato e - come dicono tutti i sindaci membri del Cav - Vera va a chiudere? L’amministratore delegato Alberto Corsetti potrebbe spiegare cosa sta davvero accadendo...

Donatella Francesconi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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