Il Tirreno

Versilia

Strage, la cisterna era sicurissima Ma si è squarciata

di Donatella Francesconi
Strage, la cisterna era sicurissima Ma si è squarciata

Contenitore del gas nuovo ma carrello e assi erano usati Il testimone di Gatx: oggi non sarebbe più possibile

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VIAREGGIO. «Se prendo adesso cisterna nuova e sottostruttura vecchia di trent'anni, questa operazione oggi non è in grado di soddisfare i requisiti per questo tipo di carro». Eppure nel 2009, quando la cisterna Gatx si è squarciata a ridosso dei binari di via Ponchielli, lo stato dell’assemblaggio cisterna-sottostruttura (carrello, assi, ruote, ecc,) era esattamente questo: contenitore nuovo (2004) e carrello usato. Perché - ha spiegato ieri in aula Oliver Bherens, dipendente dal 1998 di Gatx Germany dal 1998, responsabile gestione progetti e costruzione carri, e approvvigionamento dei carri cisterna per Gatx Europa (allora questa società esiste davvero!) - «all'inizio degli anni Duemila era usale la costruzione di carri nuovi utilizzando carrelli e sale usate». Come è possibile considerare “nuovo” un carrocisterna così assemblato, chiede più volte il pubblico ministero Giuseppe Amodeo. Domanda che il presidente del Collegio, Gerardo Boragine (affiancato dai colleghi Nidia Genovese e Valeria Marino) ha fatto propria. «I carrelli valevano come idonei secondo le regole dell'epoca. Anche su un carro nuovo nell'ambito di una manutenzione si potrebbe montare una sala usata». Se il componente è datato, ma revisionato - questa la conclusione del testimone - viene considerato come fosse nuovo. «La normativa - continua Bherens - specifica che non c’è differenza tra nuovo e vecchio revisionato». Quale normativa?, domanda ancora Amodeo: «La normativa Vpi per la manutenzione», è la risposta. Peccato solo che il manuale Vpi altro non sia che un manuale, appunto, al quale si uniformano o meno i detentori privati dei carri. E non solo: perché quando il pm domanda se vi sia espressamente scritto nelle Vpi che nuovo e vecchio manutenuto sono sullo stesso piano, il testimone non può che rispondere: «Nelle Vpi non si parla di equiparazione, ma neppure di differenze». È insomma in base ad un non detto che viaggiava il carrocisterna con cisterna nuova e sottostruttura «vecchia di trent’anni», come ha sottolineato Amodeo.

Ma non è stato solo questo l’udienza di ieri, nel corso della quale Oliver Bherens ha illustrato per lungo e largo quanto rispondente alle normative di sicurezza fosse la cisterna Gatx che si è però squarciata sui binari di Viareggio, nella strage che si è presa trentadue vite. «L’imperativo principale del Rid (Regolamento internazionale concernente il trasporto di merci pericolose, ndr) è che la cisterna resti sempre a tenuta», spiega Bherens. Nella traduzione tra tedesco italiano si mescolano, impropriamente, “tenuta” e “squarcio” che sono due cose molto diverse. «Quale tipo di urto viene preso in considerazione dal Rid - domanda il pm Salvatore Giannino - per ritenere conforme la cisterna?». La risposta lascia di sasso: «Non vengono definiti nel Rid scenari di incidenti». Anche quel lungo elenco di incidenti tra Europa e Stati Uniti (dove Gatx conta numerosissime cause per incidenti ferroviari) che il pm Amodeo snocciola al testimone che dichiara di non saperne niente.

Tra le questioni che attraversano indagini e passaggi in aula c’è da sempre quella delle vernici che ricoprivano l’assile che si è fratturato provocando il deragliamento del treno carico di Gpl. Bherens, alle domande di avvocati degli imputati e pm risponde di non essere al corrente di assili della flotta Gatx che non abbiano lo strato di vernice protettivo. «Li ha guardati tutti per poterlo affermare?», chiede Giuseppe Amodeo. «Prima che vengano montati viene verificato lo strato del rivestimento - risponde il testimone -. E se non ci fosse non verrebbero montati gli assili sul carro. Se poi, da qualche parte, sia presente un assile privo di rivestimento, questo non lo so...».

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