Sicurezza
Un centro da 800 casi che dà speranza a chi l’ha quasi persa
VIAREGGIO. «I genitori sono tutti uguali e i bambini sono tutti uguali». Sembra una frase fatta, ma per chi conosce, ascolta e aiuta centinaia di coppie sterili ogni anno non lo è davvero. La...
VIAREGGIO. «I genitori sono tutti uguali e i bambini sono tutti uguali». Sembra una frase fatta, ma per chi conosce, ascolta e aiuta centinaia di coppie sterili ogni anno non lo è davvero. La ginecologa Cristiana Parri, 53 anni, pisana, dal febbraio del 2014 è alla guida del Centro di procreazione medicalmente assistita dell’ospedale Versilia. Assieme al primario di ostetricia e ginecologia Giovanni Paolo Cima ha assistito alla svolta storica nella fecondazione assistita: pochi mesi dopo la sua nomina, la sentenza della Corte Costituzionale ha abolito il divieto di fecondazione eterologa imposto dalla famigerata (e retrograda) legge 40 del 2004. Il dottor Cima, allora, disse che sarebbe finito il cosiddetto “turismo riproduttivo”, con decine di coppie emigrate in centri all’estero - soprattutto Barcellona - per avere un figlio. «Abbiamo già gli strumenti, il tempo di capire come dobbiamo fare e partiamo», disse Cima. Detto e fatto: pochi mesi dopo, nel marzo di quest’anno, l’Asl comunicò le prime due fecondazioni assistite con donazione di ovuli da parte di donne a beneficio di altre donne. Una di queste è la storia di cui parliamo a fianco: il bimbo è nato lunedì e sta bene.
Ma non c’è solo l’eterologa, ovviamente, nel lavoro del centro Pma. Nell’anno che sta per finire al “Versilia” sono stati fatti - informa l’Asl - «800 interventi di fecondazione assistita di secondo livello, con una percentuale di successo del 35%. Risultati che sempre di più lo assestano tra i primi centri pubblici della realtà nazionale». Il “Versilia” è sicuramente una realtà importante anche a livello regionale, dove si è consolidato dopo un periodo di incertezza dovuto alla partenza dell’ex direttrice Maria Elisabetta Coccia, volata a guidare il centro di Careggi. Il lavoro della dottoressa Parri e del dottor Cima, in questo senso, sta dando ottimi frutti.
Ma dietro ai numeri, pur importanti, c’è qualcos’altro. C’è un mondo che ha ispirato scrittori - Giampaolo Simi e Simone Lenzi - e registi - Paolo Virzì - che proprio al centro Pma del “Versilia” hanno ambientato le loro opere. E se libri e film non bastano, per capirlo basta recarsi, senza disturbare troppo, nella sala d’aspetto al terzo piano dell’ospedale. Se guardi il muro il cuore ti si riempie di gioia: decine di foto di bambini che sorridono e giocano sono appese là e guardano il visitatore. Chi sa cos’è il centro, e si è rivolto ad esso proprio perché ha quasi perso la speranza, si rende conto che si trova nel posto giusto. E che il suo percorso può continuare. Chi invece non lo sa, perché non ha avuto - per fortuna - problemi di alcun genere, capisce lo stesso che quei bambini sono un miracolo “laico”. Sono la vita che è esplosa con forza laddove gli ostacoli erano più alti. Sono la promessa di diventare padre e madre fatta a tutti coloro che lo meritano, perché lo vogliono. Sono, in poche parole, ciò che di bello esiste al mondo. (m.t.)
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