Sicurezza
Incastrata la banda delle truffe Postepay
Tre giovani abitanti a Viareggio si facevano ricaricare nelle tabaccherie di Lucchesia e Valdinievole e si dileguavano senza pagare: sono stati denunciati
VIAREGGIO. La tecnica era sempre la stessa. Entrati nella tabaccheria in coppia, chiedevano di effettuare una ricarica di alcune centinaia di euro su una carta Postepay e, non appena il gestore aveva terminato l'operazione, si dileguavano senza pagare. Decine le truffe messe a segno negli ultimi mesi, tra la Valdinievole e la Lucchesia. Al termine delle indagini portate a termine dagli investigatori del commissariato di Pescia, coordinati dal vice questore Raffaella Papaccioli, i tre componenti della banda sono stati identificati e denunciati.
Si tratta di tre giovani romeni: un maschio di 23 anni e due ragazze di 19 e 17 anni, tutti abitanti a Viareggio.
A loro sono state attribuite con certezza tre truffe, due a Pescia e una a Lucca. Ma sono in corso accertamenti anche in altre province, in quanto vi sono indizi che la banda abbia messo a segno svariati colpi anche in altre città, tra cui Livorno. Per ora, i tre giovani, già noti per reati simili, risponderanno in concorso dei reati di truffa e sostituzione di persona. Nei loro confronti verrà inoltre avviato il procedimento per il foglio di via obbligatorio, con divieto di tornare nei comuni della Valdinievole.
La diciannovenne, pur non partecipando attivamente alle truffe, era comunque complice, in quanto titolare della carta utilizzata e beneficiaria delle somme ricaricate.
Le indagini dei poliziotti sono partite in seguito alle denunce che, a partire dalla seconda metà di ottobre, venivano sporte al Commissariato di Pescia. Gli investigatori dell’Anticrimine hanno innanzitutto ricostruito, con l’aiuto delle vittime, il modus operandi della banda. Un raggiro molto semplice, in quanto i truffatori chiedevano l'effettuazione di una ricarica su carta Postepay per importi che variavano dai 400 ai 600 euro, fornendo un numero di carta e un codice fiscale di illecita provenienza. A questo punto attendevano semplicemente che il gestore desse la conferma dell’avvenuta transazione e alla richiesta del denaro, con delle banali scuse, si allontanavano saltando a bordo di un'auto guidata da un terzo complice.
Una strategia efficace, perché il titolare ingannato non dispone di alcun mezzo per interrompere il trasferimento del denaro, che, avvenuta la conferma dell'operazione, viene irrimediabilmente accreditato sulla carta nella disponibilità dei truffatori. I tre denunciati sono stati in grado di accaparrarsi in pochi giorni almeno 2.250 euro, in occasione di due truffe avvenute a Pescia e di una a Lucca. Ad incastrali, foto, video, estratti delle transazioni e testimonianze.
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