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È polemica sull’auto blu scelta da Mallegni

È polemica sull’auto blu scelta da Mallegni

Il sindaco di Pietrasanta andrà in giro su una Bmw 520 diesel fornita gratuitamente dalla concessionaria che in cambio avrà impresso il suo marchio in bella evidenza sulla macchina del Comune

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PIETRASANTA. Un’auto blu destinata a fare discutere quella che il Comune si è regalata nei giorni scorsi. Auto, una Bmw 520 diesel, che la marca tedesca, tramite un suo rivenditore, ha dato in comodato gratuito all’ammininistrazione.

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«A cosa serva un’auto blu quando hai a disposizione delle dignitosissime Punto a metano, proprio non riesco a comprenderlo. Una volta che l’Alfa, in nostra dotazione – critica Pietro Lazzerini, Sinistra per Pietrasanta – è stata accantonata in quanto usurata, abbiamo appunto fatto ricorso, quando eravamo ad amministrare, alla Punto o ancora al treno per i nostri viaggi istituzionali. E poi il costo di questa Bmw è tutt’altro che a zero euro: fra benzina, bollo, assicurazione e assistenza meccanica si spenderanno in un anno tanti di quei soldi che avremmo potuto destinarli all’acquisto, ammortizzandolo, di uno scuolabus. Soldi a carico di una comunità che deve tirare la cinghia mentre vede il proprio sindaco e i suoi assessori viaggiare a bordo di un’auto blu voluta, solo, per rappresentare loro stessi».

Parole dure anche da Fabio Simonini, Pietrasanta Indipendente. «Mentre in ogni parte d'Italia e per fortuna non solo, si fa di tutto per dare un segnale forte contro i privilegi della casta, a Pietrasanta si va controcorrente, ricorrendo all'auto blu di "rappresentanza" (non per la comunità, , ma per il suo sindaco, visto che la utilizzerà solo lui). Come ebbi a sostenere con la vecchia amministrazione, Pietrasanta non ha bisogno di nessuna auto di questo tipo o di un'autista a disposizione del sindaco giorno e notte, che si distoglie da altre più importanti mansioni utili ai cittadini. Non capisco perché poi proprio una Bmw: le altre case automobilistiche sono state interpellate o è una scelta arbitraria? Chiediamo poi chi si cela dietro questo sponsor. Il tutto in attesa che chi ha finanziato la campagna elettorale del sindaco, si sveli con nomi e cognomi, in maniera pubblica e trasparente anche sui quotidiani, come la legge prevede».

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