Sicurezza
La verità nei video e nei cellulari
Gli inquirenti stanno scavando negli ambienti legati al mondo dello spaccio e della prostituzione
PRATO. Proseguono senza sosta le indagini dei carabinieri fiorentini sull'omicidio di Giuseppe Raucci, 48 anni, freddato con un colpo di pistola alla tempia e poi nascosto sotto un mucchio di coperte nel bagagliaio dell'auto di famiglia parcheggiata a ridosso dell'uscita della superstrada Firenze-Pisa-Livorno a La Ginestra Fiorentina, nel comune di Signa. I militari del colonello Lorenzoni continuano a battere tutte le piste ma, col passare delle ore, tra inquirenti e investigatori prende corpo con sempre maggior insistenza la convinzione che per risolvere questo giallo si debba scavare in ambienti criminali legati a droga e prostituzione. Non solo nel fiorentino ma anche tra Lucchesia e Versilia, dove la vittima aveva una casa. Raucci – origini familiari salernitane, nato in Australia e pratese d'adozione – era già stato arrestato 22 anni fa proprio per traffico internazionale di droga. Anche le modalità del delitto - un'esecuzione da professionisti al termine di un pestaggio - sembrerebbero avvallare questa convinzione. Che al momento però resta tale, in attesa dei riscontri provenienti dall'analisi completa di almeno tre elementi: il cellulare trovato in tasca a Raucci, insieme al portafogli che conteneva soldi e documenti; i video delle telecamere di sorveglianza della Fi-Pi-Li, già al vaglio dei carabinieri, che potrebbero aver ripreso l'auto che dalla costa viaggiava verso l'uscita fiorentina, con chissà chi a bordo insieme a Raucci probabilmente già morto; infine le testimonianze rese ai militari e al pm Benedetta Foti da familiari, amici e altre persone legate alla vittima. Nel frattempo, il Ris continua ad analizzare la Citroen C1 in cui due mattine fa è stato trovato il corpo, alla ricerca di impronte e altre tracce. La scientifica inoltre avrebbe già perquisito almeno due case nella disponibilità di Raucci. Quella di via La Dogaia dove vivono la madre e la sorella di Raucci e l'altra a Capezzano Pianore, nel comune di Camaiore (Lucca) dove il 48enne era domiciliato e dove passava i fine settimana con la famiglia: la compagna russa, 44 anni, ex modella, e la loro figlia di 16 anni. Le perquisizioni non avrebbero dato esiti illuminanti ma testimoniano come le indagini dei militari si stiano progressivamente allargando, coinvolgendo più province toscane. Intanto questa mattina, inizia l'autopsia sul cadavere della vittima. Gli esami autoptici si svolgono a Firenze, all'istituto di medicina legale di Careggi. Anche se non c'è nessun dubbio su cosa abbia causato “l'evento morte”, l'autopsia sarà fondamentale per capire quando è stato ucciso Raucci e cosa è successo prima che qualcuno premesse il grilletto, con una pistola di piccolo calibro, alla tempia sinistra dell'uomo. Dalle ferite si potrà forse capire anche in quanti abbiano preso parte all'omicidio: appare improbabile, infatti, che si sia trattato di un solo killer. Anche le analisi scientifiche sulla macchina, sequestrata e smontata pezzo per pezzo, potranno fare luce sul punto. Di certo, Raucci non è stato ucciso a La Ginestra Fiorentina. Ma dove abbia incontrato la morte – e perché – è ancora un mistero.
Massimo Mugnaini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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