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Quei divieti fissati per alcune attività nelle traverse a mare

Quei divieti fissati per alcune attività nelle traverse a mare

Tra le questioni che non muoiono mai nel confronto sul futuro della Passeggiata c’è quella del destino delle dimensioni delle occupazioni sulle cosiddette traverse a mare. I commercianti chiedono che...

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Tra le questioni che non muoiono mai nel confronto sul futuro della Passeggiata c’è quella del destino delle dimensioni delle occupazioni sulle cosiddette traverse a mare. I commercianti chiedono che sia consentita «l'installazione di ulteriori occupazioni annuali nelle traverse, in quanto non si giustifica il diniego trattandosi nella fattispecie di volumi legittimati e pertanto da ritenersi, da un punto di vista normativo, del tutto assimilati ed assimilabili agli altri volumi. Si ritiene - è la posizione di Confesercenti e Confcommercio - che mantenere la dicitura preesistente possa costituire causa di ricorsi e contenziosi tra esercenti ed amministrazione comunale». La delibera vieta ulteriori occupazioni «nel caso di volumi legittimati a seguito di condono edilizio su suolo pubblico». In questa situazione si trovano diversi esercizi, tra i quali Galliano, Fanatiko, Casablanca, Marcantonio, Olivieri, Contemporanea, Caffè 22, Fappani.

Per quanto riguarda le traverse a mare, le indicazioni dell’amministrazione Del Ghingaro là dove l’occupazione è possibile prevedono che venga lasciato libero uno spazio per consentire l’accesso dei mezzi di soccorso e di pulizia, pari a tre metri e mezzo al netto del marciapiede. Le traverse a mare sono poi divise per larghezza: fino a 11,50 metri «sono ammesse occupazioni con profondità fino a 4 metri»; sotto questa dimensione e nelle piazze «sono ammesse occupazioni con profondità massima di 5 metri». (d.f.)

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di Redazione web