Sicurezza
La richiesta dei locali: strutture chiuse da vetri
Il modello proposto al Comune è quello di Firenze, a pannelli scorrevoli Dagli ombrelloni ai gazebo cambia anche l’incasso della tassa sul suolo pubblico
VIAREGGIO. Le quattro pagine di proposte e osservazione dei commercianti sono firmate da Confesercenti e Confcommercio. E al’incontro di ieri hanno partecipato anche Simone Romoli, responsabile area Versilia di Confesercenti, e Rodolfo Pasquini, direttore di Confcommercio. «Precisiamo - scrivono le organizzazioni di categoria - che la bozza approvata non rappresenta l'ultima versione dei tavoli di confronto intercorsi con la precedente Giunta, e reca, tra le altre, alcune modifiche rilevanti che siamo a segnalare per proporre alcune osservazioni a nostro parere migliorative». Al centro delle richieste di commercianti c’è «l'inserimento di un ulteriore tipologia, più elegante e consona al contesto architettonico e paesaggistico di riferimento, rappresentata da dehors con pannelli scorrevoli laterali (invece dei saliscendi), privo di telaio impattante sotto il profilo estetico e provvisto ai quattro angoli di pilastrini di sostegno di dimensioni 10x10 centimetri». Al documento sono stati allegati disegni di prototipi e fotografie della soluzione adottata a Firenze per i nuovi gazebo dai vetri scorrevoli posizionati in tutto il centro, decisamente più soggetto a restrizioni tutelanti che non la Passeggiata di Viareggio.
Le strutture esterne - è una delle obiezioni più significative degli operatori del settore - «dovrebbero avere un tetto rigido, anche di profilo bassissimo contenuto nello spessore della trave superiore, quindi ad impatto zero sulla vista, ma che "lega" insieme tutta la struttura per motivi di sicurezza e di incolumità pubblica. Non dobbiamo dimenticare che i dehors non possono essere ancorati a terra né collegati alla facciata dei locali (come accade ad esempio a Lido di Camaiore). Per cui si trovano in mezzo alla strada e sono sbattuti dalle intemperie senza possibilità di alcun rinforzo od ancoraggio per resistere agli eventi più severi. Altra considerazione è che le plastiche finora in uso hanno retto perché si piegano e si arcuano sotto la spinta dei venti facendoli passare da tutti i lati, ma il vetro è rigido e quindi scarica tutta la spinta sul telaio, che deve essere in grado di assorbirla. Infine, sempre più importante per il futuro, il tetto rigido può essere coibentato in un'ottica di risparmio energetico».
La divisione di esigenze e punti di vista, rispetto a quanto deciso dall’amministrazione comunale, è dunque netta. E difficilmente colmabile. Senza contare che la soluzione che l’amministrazione andrà ad applicare ha effetti sulle casse del Comune, come ricordano le organizzazioni di categoria, dato che le tariffe Cosap (suolo pubblico, ndr) distinguono nettamente l'occupazione chiusa (pagode, gazebo e altro) da quella prevista con elementi di arredo quali gli ombrelloni». Si spende di più per le prime, come è naturale, e molto meno per le seconde. Così che il Comune in dissesto andrebbe a rinunciare ad una discreta “fetta” di introiti.
Tra le cose che la pratica quotidiana insegna ce n’è una meno significativa, ma non per questo meno importante: provate a sedervi ad un ristorante - è la sfida dei commercianti - che abbia i tavoli monogambo, come gli unici consentiti dalla delibera che il Comune intende fare approvare dal consiglio comunale. (d.f.)
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