Sicurezza
Il Comune va avanti: Passeggiata, via i gazebo
Incontro caldo ieri mattina tra amministrazione e commercianti Ecco come cambiano gli spazi esterni secondo la delibera già pronta
VIAREGGIO. Incontro “caldo”, quello di ieri mattina tra amministrazione comunale e rappresentanti dei commercianti della Passeggiata. Lo snodo cruciale è quello del nuovo volto dell’area commerciale di maggiore prestigio, ed alzi la mano il toscano che non ha consumato un po’ di suole tra i tavoli di bar, ristoranti, gelaterie. La Giunta Del Ghingaro, rappresentata dall’assessore Valter Alberici, è decisa a chiudere la partita, una delle tante che la città trascina da troppo tempo. E sul tavolo ha messo la bozza di delibera che intende portare all’approvazione del consiglio comunale. «Ma non si può chiudere su soluzioni che significherebbero la chiusura di una serie di attività che producono economia e danno lavoro», è stato l’altolà arrivato in un confronto nel corso del quale è risuonata anche la parola «serrata». Perché associazioni di categoria e Comitato Passeggiata porteranno le volontà dell’amministrazione Del Ghingaro all’attenzione e alla votazione dell’assemblea che potrebbe tenersi anche la prossima settimana.
No gazebo. Il vero punto di scontro è sulla soluzione per arredare lo spazio esterno ai locali. Niente gazebo dal primo aprile 2016, è la voce dell’amministrazione comunale che altrimenti dovrebbe tornare alla carica con una Soprintendenza che chiede in Passeggiata solo sedie, tavoli e ombrelloni, tutto open-air. Un nuovo passaggio con Lucca - così è emerso dal confronto di ieri mattina - è escluso. Al massimo - in caso di attività che abbiano necessità particolari - l’amministrazione potrà sostenerle nel percorso che le stesse avvieranno, se lo ritengono, con la Soprintendenza. Tavoli, sedie, ombrelloni ed elementi di delimitazione che possono essere pannelli paravento, in vetro float (vetro “galleggiante”) da 10 millimetri filo lucido, temperato, stratificato, trasparente con disegno ad andamento orizzontale, sostenuti da pilastrini a sezione quadrata 5x5 centimetri in acciaio cromato ad interesse costante. I pannelli inferiore - si legge nella delibera accompagnata dalle schede tecniche - «devono avere altezza pari a 1 metro e sarà consentita l’installazione di un’ulteriore fila di elementi superiori con raggiungimento dell’altezza massima complessiva di 1,55 metri». La delibera prevede anche la soluzione “saliscendi”: pannelli scorrevoli in senso verticale, in vetro “float” da sei millimetri, di altezza complessiva pari a 2,20 metri. Misura che i commercianti erano arrivati ad individuare con l’amministrazione Betti (e l’assessore Chiara Romanini) ma che non risolve il problema dell’effetto vento, pioggia di traverso, libecciate. Come dimostra il caso dell’Eden, che adottò il modello di sistemazione esterna individuato dalla giunta Lunardini, oggi mutuato dall’attuale Giunta, ma che in inverno è costretto a ricorrere ad un “rinforzo” in plastica per isolare i tavoli collocati all’esterno.
Riscaldamento. Per riscaldare gli spazi sterni così strutturati saranno ammessi «impianti riscaldanti amovibili», così definiti: impianti elettrici alogeni amovibili «posizionati in modo da non risultare visibili dall’esterno»; a fungo, «alimentati da combustibile gassoso, con bombole di capacità non superiore a 10/15 chili». Gli elementi di riscaldamento «non devono contrastare con l’ambiente circostante».
Illuminazione. È possibile dotare gli spazi esterni al locale di corpi illuminanti «che dovranno essere posizionati sulla struttura dell’ombrellone se presente, oppure agli angoli della pedana». Sono vietati i lampadari a neon «e l’illuminazione dovrà essere preferibilmente a luce calda e costituita da lampade/faretti».
Pedane e arredi. Le pedane «dovranno essere realizzate in teak o tipo tecnodeck (sistema di doghe e profili in legno composito per pavimenti e rivestimenti esterni) colore teak e risultate semplicemente appoggiate a terra. La struttura sottostante la pedana non dovrà essere visibile». I tavoli, invece, «dovranno avere la struttura portante a gambo centrale in legno o metallo con esclusione di materiali plastici». Anche il piano non potrà essere in plastica per questi tavoli che hanno una caratteristica prevalente: dondolano. Tavoli e sedie dovranno essere «coordinati». Le sedie potranno essere con o senza braccioli, con struttura portante in legno o acciaio e schienali e sedute in legno o in tessuto, anche tecnico. «Si indica come preferibile la scelta di arredi simili ai dehors contigui», prescrive l’articolo 5. Gli ombrelloni, infine, «dovranno essere semplicemente appoggiati al suolo senza praticare fori o utilizzare malta d’ancoraggio, cemento o altro materiale». La copertura sarà in tela di cotone impermeabilizzata, in tinta unita priva di scritte e di forma quadrata o rettangolare, con lato minimo di due metri, preferibilmente senza mantovana o con mantovana di tipo lineare. Sono vietate mantovane ad onda o simili. Ammessi solo i colori lino, panna e avorio.
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