Gioco
Frase razzista in campo, sotto accusa un sedicenne
Il ragazzo nel Piano di Conca avrebbe offeso un coetaneo del Camaiore. Cauti i dirigenti delle due squadre: «Non abbiamo sentito nulla»
CAMAIORE. Un giocatore della squadra allievi del Piano di Conca del 99', dopo la gara di campionato con il Camaiore di domenica 6 per 2 a 0, è stato squalificato per dieci giornate. Il motivo? Come riporta il bollettino ufficiale del comitato provinciale della Figc avrebbe «rivolto a un calciatore avversario una frase discriminatoria per motivi di razza e colore». Un suo compagno di squadra è stato invece squalificato per 5 giornate «per condotta violenta nei confronti di avversari e per aver dato origine ad una rissa generale».
Ieri mattina quando sono stati resi noti i provvedimenti i dirigenti delle due società sono rimasti sorpresi. A loro avviso non era emerso nulla dopo la partita che potesse far presagire una punizione del genere. «Sinceramente né dopo la partita né martedì all'allenamento si è parlato di questo episodio discriminatorio - dice il Team manager del settore giovanile del Camaiore Massimo Bonuccelli - neppure il ragazzo che, stando al rapporto dell’arbitro, ha subito l'offesa ha detto nulla. Nella nostra squadra abbiamo due ragazzi di origine africana, che abitano uno a Camaiore e uno a Piano di Conca. L'arbitro avrà sentito probabilmente una frase offensiva, ma non credo che sia stata detta a scopi discriminatori. A metà del secondo tempo un altro giocatore del Piano di Conca è venuto verso la nostra panchina e si è preso con un nostro ragazzo. C’è stata un po' di tensione, l'arbitro ha poi ripreso il gioco e la partita è terminata senza problemi. Poi c'è stato l'episodio in questione, con l'espulsione del ragazzo squalificato per 10 giornate, credevo fosse stato allontano per condotta scorretta, non certo per la frase offensiva. Mi dispiace della lunga squalifica».
Dalla parte opposta Francesco Petri, responsabile del settore giovanile del Piano di Conca, si scusa prima di tutto con il Camaiore. «Ieri all'allenamento il ragazzo squalificato non c’era. Gli altri compagni, compreso il giovane fermato per 5 giornate che si è messo a piangere scusandosi, come tutti noi non si sono accorti di nulla. Non abbiamo sentito nessuna frase. Se l’ha detta però è giusta la squalifica, perché non si devono pronunciare frasi offensive e discriminatorie. Può essere stata una imprecazione di rabbia, quando gli animi si scaldano nel corso di una partita. Mi sembra strano che abbia voluto discriminare il ragazzo di colore, visto che anche il nostro giocatore è straniero, diversi ragazzi delle due squadre si conoscono e sono amici».
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