Il Tirreno

Versilia

Duecento bimbi senza un campo dove giocare a calcio

di Roy Lepore
Duecento bimbi senza un campo dove giocare a calcio

Senza il Ferracci anche la Torrelaghese costretta a disputare le partite sempre in trasferta. L’appello: «Riaprite lo stadio»

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TORRE DEL LAGO. Lo stadio Ferracci può riaprire. In modo tale da restituire una struttura fondamentale per lo sport cittadino all’intera comunità torrelaghese, soprattutto quella dei baby calciatori costretti a trasferirsi altrove per continuare a fare sport.

Questo il messaggio che ha accompagnato il sopralluogo di ieri mattina allo stadio Ferracci da parte di Rodolfo Salemi, consigliere comunale e capogruppo di Forza Italia, Severino Aquilante, presidente della Ninfea, società che da tempo gestisce l'impianto, Dario Ramacciotti, presidente della nuova Torrelaghese e Mario Ratti, allenatore della società ed ex assessore allo sport della Giunta Lunardini.

Un sopralluogo per sollecitare l'amministrazione comunale per rendere lo stadio nuovamente funzionante. Oggi, ad esempio, a causa della chiusura momentanea la Ninfea ha dovuto interrompere l'attività giovanile. «Duecento bambini sono stati costretti ad abbandonare Torre del Lago - dice Aquilante - per poter proseguire la loro attività». Eppure «con alcune migliaia di euro - continua - si sarebbe potuto evitare che Gaia, interrompesse l’erogazione dell'acqua a causa della morosità, nonostante abbia milioni di euro di debiti con la Viareggio Patrimonio. Il Comune potrebbe impegnarsi verso Gaia per far fronte al nostro debito, visto che avanziamo anche noi dei soldi dalla Patrimonio».

Il sopralluogo ha messo in luce le buone condizioni dello stadio Ferracci. «Gli spogliatoi sono messi bene, il terreno è curato, le porte sono state foderate, proprio per evitare il loro deterioramento. La tribuna e gli uffici sono in ordine. Non sembra vero che non sia utilizzabile questo impianto ormai da mesi. In seguito ad una interrogazione che ho presentato ho chiesto l'esito del sopralluogo del 10 novembre scorso effettuato per conto del Comune dallo Studio Sgrò, ma soprattutto quali siano le intenzioni dell'amministrazione, dato che l'ufficio sport ha inviato una lettera alla Ninfea per chiedere la disponibilità dell'impianto in vista della Viareggio Cup di marzo. Ma non lo sanno che è chiuso, in questo momento? Sia la Ninfea, che la Torrelaghese, che partecipa al campionato di Terza categoria, sarebbero disposte a gestirlo insieme, la prima occupandosi del settore giovanile, la seconda della Prima squadra».

Dario Ramacciotti, presidente-giocatore della Torrelaghese sottolinea: «siamo costretti a giocare in trasferta sempre, ed è una sconfitta per tutti. Per Torre del Lago, per lo sport, per i giocatori, per i tifosi. Una realtà di quindicimila abitanti, che non abbia un campo in cui poter giocare al calcio fa rabbia. Soprattutto che non si riesca a trovare una soluzione a riguardo». L’ex assessore allo sport, Mario Ratti, tecnico della Torrelaghese pone l'attenzione sul fatto che i bambini della scuola calcio della Ninfea siano stati costretti ad andare via dalla frazione. «Non solo dal punto di vista sportivo, ma soprattutto sociale, mi pare un fatto che debba far riflettere. Genitori e i bambini stessi stanno facendo sacrifici per svolgere gli allenamenti. L'amministrazione comunale deve dare delle risposte e consentire che l'impianto venga riaperto subito».

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