Toscana
Associazioni toscane contro la gara sul centro disabili
STIAVA. È atteso per oggi il pronunciamento del Tar sul ricorso, protato avanti dalla Cooperativa sociale Crea, per l’affidamento in gestione del centro diurno per disabili “Biglie Gialle” di Stiava....
STIAVA. È atteso per oggi il pronunciamento del Tar sul ricorso, protato avanti dalla Cooperativa sociale Crea, per l’affidamento in gestione del centro diurno per disabili “Biglie Gialle” di Stiava. Una vicenda di cui, nei mesi scorsi, si è a lungo parlato. Il centro, di fatto sempre gestito dalla Crea da qualche giorno è affidato a una nuova cooperativa che ha vinto il bando pubblico predisposto - obbligatoriamente - sulla struttura. Il passaggio di testimone tra vecchi e nuovi affidatari dei servizi è stato tuttavia abbastanza repentino, senza che si attendessero i termini del pronunciamento del Tar. E sulla vicned ainterviene ora anche il “Coordinamento toscano delle Organizzazioni per il durante e dopo di noi” (associazione che rappresenta una cinquantina di organizzazioni, fra associazioni, fondazioni e cooperative sociali, che in Toscana si occupano di progettazione e gestione di servizi per il durante e dopo di noi) fortemente critico con la Asl 12 per quanto accaduto a Stiava. «Dal nostro punto di vista – sottolinea Patrizia Frilli, presidente del “Dipoi” – la vicenda del centro diurno “Biglie Gialle” di Stiava, è purtroppo molto semplice da spiegare. Le esigenze delle persone con disabilità sono passate in secondo piano rispetto all’obiettivo del Comune e della Asl di recuperare risorse economiche, e per questo si è impostato una gara per la fornitura “global service”, equiparando i costi di gestione del personale a quelli di manutenzione e gestione dell’immobile e dei servizi connessi. Senza considerare che la qualità della vita delle persone con disabilità dipende dalle relazioni interpersonali e dai legami umani. La Coop Crea ha una lunga e consolidata esperienza nel settore dei servizi alla persona. Ma aldilà di questo, nel caso di Stiava, ci risulta incomprensibile il motivo per cui si sia stravolta un’attività che funzionava, apprezzata unanimemente dalle persone disabili e dai loro familiari».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
