Il Tirreno

Versilia

In dirittura d’arrivo i lavori alla pieve di Michelangelo

di Tiziano Baldi Galleni
In dirittura d’arrivo i lavori alla pieve di Michelangelo

La riapertura del tesoro architettonico alla Cappella dovrebbe avvenire entro la prossima primavera anche se mancano ancora ottantamila euro per completare gli ultimi interventi

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SERAVEZZA. La chiesa Michelangelo si appresta a risorgere più bella. Ma sarà anche impreziosita da un altro tesoro architettonico per anni chiuso nelle segreta, che testimonia la presenza del genio del Rinascimento sulle montagne della Versilia. Riemergeranno infatti i capitelli a campanaccio, il cui disegno viene attribuito – come quello del rosone centrale - a Michelangelo Buonarroti. Erano parte del porticato antistante la Pieve San Martino a La Cappella, che fu distrutto da una bomba durante la Seconda Guerra Mondiale. Dal comitato “Salviamo la chiesa Michelangelo” garantiscono che sarà fatto il possibile perché la Pieve riapra le porte nei primi mesi del 2016. Anche se facendo bene i conti mancano sempre circa 80 mila euro. Bisogna ancora eseguire lavori di regimazioni delle acque, interventi alla sacrestia, e saldare opere pregresse. Ma la fiducia è tanta. Basti pensare che sugli oltre 600 mila euro spesi finora 12.500 sono giunti da donazioni private; poi ci sono altri 150 mila elargiti dalla Fondazione Mite Giannetti D’Angiolo. I restanti sono della Cei (Conferenza episcopale italiana), della Fondazione della Cassa di Risparmio di Lucca, della Bcc, e 20 mila euro dall’Arcidiocesi di Pisa (proprietaria della Pieve). Ma ad esempio l’Henraux Spa ha donato i marmi per restaurare il pavimento esterno del porticato: solo un quarto è rimasto quello originale del 1500; è stato rimontato secondo lo schema originale e sotto la supervisione della Soprintendenza. Tuttavia non sarà possibile ricostruirlo tutto, perché sarebbero necessari qualche altra centinaia di migliaia di euro.

«L’idea dell’associazione Alkedo Onlus – spiega Lorenzo Belli, portavoce del comitato e membro di Alkedo – è quella di preservare e catalogare tutti i reperti del porticato michelangiolesco». Sarà la stessa associazione culturale, insieme a qualche donazione, a finanziare il progetto, che prevede inoltre che «venga esposto un pannello storico esplicativo – prosegue Lorenzo Belli - con una ricostruzione storica e le immagini del porticato e delle colonne. Una di queste sarà anche installata nella chiesa. Anche la Fondazione Vittorio Veneto di Forte dei Marmi contribuirà. Sarà un lavoro di migliaia di euro, considerato che ci vorrà la consulenza di un archeologo, e un’azienda che faccia il trasporto delle opere in sicurezza».

Dunque non ci sarà da attendere ancora molto perché il parroco don Hermes Luppi torni a celebrare la messa nella chiesa Michelangelo. Siamo alla fase di rifinitura. Senz’altro ripartiranno anche le celebrazioni dei matrimoni: questa splendida cornice incastonata sotto il monte Altissimo, a due passi dal paese di Azzano, piace tanto agli sposi. La Pieve romanica di San Martino è infatti chiusa da oltre due anni. Per evitare che crollasse tutta la struttura - dopo il cedimento di una delle tre catene centrali - si è dovuto rifare tutto il tetto, asportando il rame installato negli anni ’60 e ’70. Essenziali poi i lavori delle fondamenta: con la costruzione di una gabbia di cemento perimetrale alla base dei muri il rischio crollo è stato superato. È stato infine ripulito il rosone di Michelangelo, e le facciate di marmo bianco.

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