Sicurezza
Sì ai risarcimenti danni se l’acqua arriva “sporca”
Camaiore e Massarosa vincono la battaglia: cambia la carta dei servizi di Gaia Il gestore sarà obbligato a garantire anche la qualità e non solo la potabilità
CAMAIORE. Il principio potrebbe apparire banale: chi gestisce il servizio idrico sul territorio e porta nelle case l’acqua potabile è obbligato ad assicurarne la qualità. Ma evidentemente la questione tanto banale non doveva essere se fino ad oggi la carta dei servizi di Gaia non prevedeva l’obbligatorietà della qualità ma un ben più generico impegno su un fronte, per così dire, caldo. Per fare un esempio chi da anni subisce disagi come elettrodomestici rotti o panni che escono dalla lavatrice color ruggine perché l’acqua arriva nelle case marrone - cosa che succede spesso a Massarosa e dintorni - fino ad oggi non poteva chiedere risarcimenti o pretendere il pagamento di tariffe più basse. Possibilità che invece, ora, si profila.
Cosa è successo? I Comuni di Camaiore e Massarosa, con il sostegno di Massa e Carrara, hanno lavorato a una proposta, approvata nella conferenza zonale dell’Autorità idrica toscana (e ancora in attesa della ratifica definitiva, ma dovrebbe essere un passaggio formale, in assemblea generale dell’Ait), di modifica della carta dei servizi. Cambiano poche ma sostanziali parole.
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«I nostri emendamenti - spiega l’assessore camaiorese Simone Leo - hanno introdotto l’obbligo del gestore di garantire un servizio continuo, regolare e di qualità. Un tema sul quale c’è stata ampia discussione anche con la direzione dell’Ait dato che stando alle indicazioni dell’autorità nazionale in materia di acqua non possono essere previsti rimborsi all’utenza in surroga di interventi sulle reti. In altre parole il gestore non può “monetizzare” un disagio in sostituzione di investimenti su reti finalizzati a evitare proprio quel disagio. Ciò che abbiamo chiesto, però, è diverso: il gestore non risarcisce in alternativa agli investimenti sulla rete, ma sulla base dell’obbligo di garantire qualità ai cittadini che hanno diritto a chiedere danni o indennizzi economici a fronte di inadempienze». Insomma non basterà più a Gaia assicurare la potabilità dell’acqua. Se nelle case arriverà rugginosa, come succede a Massarosa, o in generale con sostanze o caratteristiche che non ne inficiano la potabilità ma la rendono non utilizzabile al 100% i cittadini potranno ottenere risarcimenti. «Certamente - continua Leo - non è facile trovare meccanismi automatici: i casi andranno valutati di volta in volta. Ma intanto il principio potrà essere introdotto. Se ci fosse stato prima non si sarebbe posta la questione della concessione dei risarcimenti ai pietrasantini per la vicenda del tallio».
«Il lavoro che abbiamo portato avanti congiuntamente con Camaiore - commenta il vicesindaco di Massarosa, Damasco Rosi - prende le mosse dalla pressante richiesta dei nostri cittadini per il superamento delle criticità legate all’acqua marrone nelle case di una parte del nostro territorio. Credo che il nostro lavoro vada nell’interesse di tutti i versiliesi e degli utenti del servizio erogato da Gaia. Nel caso specifico di Massarosa ho fatto presente che l’acqua rugginosa può anche rispettare i parametri della potabilità, come è stato sostenuto, ma ad esempio non ci si possono lavare i panni nè, evidentemente, i cittadini possono berla. Ora attendiamo la ratifica definitiva di questa nostra proposta che se non consente agli utenti di chiedere rimborsi forfettari ogni volta che si presenta il disagio almeno li mette in condizione di poter ricorrere contro il gestore per vedere riconosciuti i danni subiti».
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