Toscana
In seicento pronti a dare la caccia all’avvelenatore
PIETRASANTA. L’avvelenamento di Gemma, il cane morto qualche giorno fa a Strettoia dopo avere ingerito un alimento gettato in giardino da una mano vigliacca e anonima, ha scosso gli animi di molti...
PIETRASANTA. L’avvelenamento di Gemma, il cane morto qualche giorno fa a Strettoia dopo avere ingerito un alimento gettato in giardino da una mano vigliacca e anonima, ha scosso gli animi di molti proprietari di animali. Della Versilia e non solo. Da qui una pagina facebook, “Operazione Gemma” che nel breve volgere di pochi giorni ha già raccolto oltre 600 iscritti che hanno voluto testimoniare la vicinanza a Virginie e Fiore, i padroni di Gemma, postando foto di altri cani sulla stessa bacheca.
Ma il racconto di Virginie Bartelletti al nostro giornale ha lasciato in scia anche la rabbia per il ripetersi di episodi di maltrattamento contro gli animali: da qui l'idea di una colletta finalizzata a ricompensare chi fornirà informazioni utili per l'individuazione del responsabile, o dei responsabili, del gesto. Una sorta di taglia che se da un lato raccoglie molti consensi, dall'altro suscita, fra alcuni, perplessità dal punto di vista etico: perché mai qualcuno dovrebbe informare sull'identità del possibile avvelenatore - attenzione, in questi casi, ai mitomani e ai calunniatori ndr - solo dietro compenso quando invece dovrebbe essere un dovere prendere contatti, al riguardo, con le forze dell’ordine? Prova a fare chiarezza Sebastiano Leta, che di Operazione Gemma è l'ispiratore. «L'iniziativa servirà a raccogliere fondi per istituire una taglia da mettere sulla testa dei criminali che avvelenano i cani. Io e Virginie Bertelletti siamo gli amministratori della pagina. Da ieri sera le promesse di contributo sono già quasi arrivate a 2000 euro. I soldi serviranno anche a distribuire materiale informativo di primo soccorso per i casi di avvelenamento e affiggere manifesti deterrenti e anche supportare in sede di processo, nel caso di cattura, le vittime di questi gesti. Vogliamo fare capire a questi mostri che gli occhi sono puntati su di loro e che lotteremo per una pena certa e aspra. Vorremmo che la stampa - aggiunge Leta - ci supportasse nel pubblicizzare l'iniziativa affinché possa anche servire da deterrente e informare la gente che chi sa deve denunciare. Il gruppo non fomenta la giustizia sommaria, non si sostituisce alle forze dell'ordine, ma con esse vuole collaborare».(l.b.)
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