Sicurezza
Caso profughi, il Comune conferma: i pakistani arrivano
L’assessore Maurizio Manzo: «Nessuna irregolarità» La quota per Viareggio sarebbe di 106 persone da accogliere
VIAREGGIO. I ventisei richiedenti asilo di nazionalità pakistana arriveranno a Viareggio così come concordato con la Prefettura «e perfettamente in linea con gli accordi internazionali che regolano il riconoscimento dello status di rifugiato, le politiche nazionali e regionali». Lo annuncia un comunicato dell’amministrazione Del Ghingaro. Andrea Tommasi, i cui familiari gestiscono la pensione “Andrea Doria” scelta dal Comune per ospitare i richiedenti asilo spiega: «A Viareggio ne devono essere collocati una cinquantina come già sta accadendo su tutto il territorio della provincia. Dove molti sono già stati collocati e in numero cospicuo secondo una equazione numero abitanti/numero profughi». Una equazione che per il comune di Viareggio darebbe - così da indiscrezioni in Prefettura - una quota di 106 richiedenti asilo. «Abbiamo predisposto un piano di accoglienza - spiega l'assessore Sandra Mei -: i richiedenti asilo saranno impegnati durante il loro soggiorno in attività di pubblica utilità, come la pulizia delle piazze e delle strade». L’assessore Maurizio Manzo risponde ad alcune delle questioni poste in materia di procedure. «Oggi i trasferimenti dei rifugiati sono centralizzati attraverso la rete delle Prefetture, fino al compimento dell'istruttoria presso la Commissione». Il passaggio successivo - continua Manzo - «è il modello di accoglienza territoriale. Si seguono due strade: lo Sprar (Servizio protezione richiedenti asilo e rifugiati) accoglie 20.000 posti in tutta Italia messi a bando dal ministero dell’interno in collaborazione con Anci; oppure l’accoglienza prefettizia. A Viareggio le accoglienze di questo tipo sono al momento gestite da cooperativa Odissea e Misericordia. Odissea gestisce 11 persone in 2 appartamenti, la Misericordia 9. Quelle persone che fanno un gran trambusto e legano l'accoglienza dei rifugiati al tema della sicurezza, tirando in ballo anche presunte procedure non standard o corsie preferenziali, mettono in dubbio la mia professionalità di ex questore e la serietà della Prefettura, e dimostrano anche di non conoscere l'iter istituzionale». In tutta Italia le Prefetture hanno però pubblicato bandi per l’accoglienza. Viareggio e le possibili strutture di accoglienza hanno formalmente partecipato?
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
