La manifestazione
Alberghi chiusi e città semi deserta
Il 90% degli hotel viareggini non è aperto per l’Immacolata
VIAREGGIO. Novanta per centro di hotel chiusi, in città, per il ponte dell’Immacolata. È il dato che fornisce Asshotel (gli albergatori di Confesercenti), non tanto diverso da quello che la presidente degli albergatori viareggini, Elisabetta Bellotti, conferma raccontando: «Io sono chiusa ed i miei amici anche. Sono chiusi Palace, London, Bellariviera, San Francisco...Molte strutture, compresa la mia, in questo periodo stanno eseguendo lavori». Un po’ perché questi, storicamente, non sono giorni di turismo neppure se c’è un super ponte. Un po’ perché - questo emerge dalle interviste realizzate dal “Tirreno” ieri - Viareggio non è più una città in cui credere, investire, puntare. «Io riapro il Garden (via Foscolo, ndr) per l’ultimo dell’anno - annuncia la presidente Bellotti - ma per la prima volta senza cenone. Solo camere e prima colazione». E non va meglio se si guarda all’anno nuovo: il Tirrenia di via San Martino dagli interni moderni e freschi di ristrutturazione per il periodo di Carnevale starà aperto solo dal venerdì alla domenica. «Per il ponte sono chiuso e me ne compiaccio», rispondono al cronista che telefona: «Siamo messi nell’angolo. Non si lavora, non si vende e paghiamo lo stesso. Per una città in cui non c’è niente, l’immagine che rimanda è pessima, la tassa di soggiorno è al massimo». Causa dissesto dei conti pubblici.
La risposta standard è «non suonano i telefoni». Forse - è la voce di Marco Bianchi, 26 anni appena, figlio dei titolari del Mirage di via Zanardelli - «perché a Viareggio non c’è nulla». Ogni settimana - continua Bianchi - «ci vorrebbe un evento. Invece non fanno niente e quello che fanno lo fanno male».
Il tema del “fare” torna anche nelle parole della presidente degli albergatori: «Chiedo da anni una sburocratizzazione delle pratiche per gli eventi. Ogni volta che a qualcuno viene in mente di fare qualcosa si ritrova nel giorno infinito dei rimpallli. È inutile fare seminari se poi non seguono fatti concreti».
È necessario «un evento per l’anno prossimo in questo periodo (ci sarà un bel ponte perché l’8 dicembre cade di giovedì, ndr)», è la voce di Salvatore Buonocore dall’hotel Marchionni di piazza Puccini: «Come Asshotel ci siamo ripromessi di lavorarci». L’hotel è di quelli rimasti aperti e Buonocore butta lì un po’ di ottimismo: «Rispetto all’anno scorso abbiamo avuto un discreto momento. Certo, molti colleghi sono chiusi...». Come a dire che i pochi aperti ne hanno beneficiato. E la conferma arriva dal Plaza di piazza D’Azeglio: «Abbiamo avuto un incremento rispetto allo standard, anche con persone di passaggio, e grazie al tempo buono. Certo, in inverno abbiamo tariffe molto buone, con parcheggio incluso, a parte l’ultimo dell’anno».
A portare alle chiusure invernali è anche il fatto di doversi confrontare con le proposte per l’accoglienza di gruppi: «Colazione a buffet, tre portare, la festa di benvenuto e quella di arrivederci - continua Bellotti -: così ci rimettiamo. Chiedono tariffe ridicole». Senza contare - continua Buonocore - «che la tassa di soggiorno alta annulla i gruppi completamente. Almeno bisognerebbe garantire l’esenzione totale per disabili e accompagnatori».
Sulla questione tassa di soggiorno al massimo si è pronunciata la Corte dei Conti nel parere richiesto dal commissario prefettizio Romeo: la delibera sarà valida cinque anni. Per alleggerirne il peso l’amministrazione Del Ghingaro deve trovare risorse del bilancio per togliere dalla tassa senza sballare il bilancio stabilmente riequilibrato.
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