Gioco
Mari del Nord contro spiagge italiane davanti alla Corte Ue
L’avvocato Roberto Righi racconta l’udienza del 3 dicembre dove la Commissione europea ha attaccato l’Italia
VIAREGGIO. Spiagge della Sardegna contro coste dei Mari del Nord. È la sintesi della partita di alto dibattito giuridico giocata nel "tempio" della Corte di giustizia europea il 3 dicembre. Il francese come lingua dei giudici, la Sala delle toghe (una diversa per ogni parte in causa), il grande anfiteatro, le cabine dei traduttori. Sono le immagini nel racconto dell'avvocato Roberto Righi, in udienza con il collega Ettore Nesi, entrambi difensori dei diritti dell’azienda "Promoimpresa".
Brevità d'obbligo, con quindici minuti a disposizione di ciascun intervento: «Un termine invalicabile», ricorda Righi. Che, intervenendo per primo, alla Corte ha spiegato «la diversità delle concessioni demaniali italiane rispetto alla direttiva Bolkestein, là dove il diritto di superficie è proprietà immobiliare tanto che l'articolo 41 del Codice della navigazione prevede per il concessionario la possibilità di ipoteca sui suoi beni». A supporto di una tesi che non si fonda solo sull'esperienza e sulla normativa italiana, Righi ha portato la sentenza del Tribunale costituzionale spagnolo datata 13 novembre 2015 : «Sentenza che definisce la concessione demaniale "soporte" fisico dell'attività». Certo - ricorda l'avvocato Righi - «la Corte di giustizia europea è sovrana».
Al centro del confronto giuridico l'articolo dodici, comma terzo, della direttiva Bolkestein sulla cui applicabilità la Corte europea dovrà esprimere la propria valutazione. La Corte - spiega ancora Righi - «considererà se vi siano ragioni attinenti agli interessi di superiore rilievo comunitario che possano giustificare la deroga alla temporaneità delle autorizzazioni previste dalla Bolkestein». Elementi che possono essere «la tutela dei lavoratori, dell'ambiente, dell'affidamento, oppure dei diritti fondamentali garantiti dall'ordinamento comunitario, tra i quali appunto il diritto di proprietà. In un bilanciamento tra diritti e valori di rango diversificato che è tipico del ruolo della Corti Costituzionali. Con la certezza che nel procedimento decisorio la Corte europea avrà un'estrema attenzione a questo».
La seconda parte privata che ha preso la parola è stata l'avvocato Tonino Capacchione, per il Sindacato balneari italiani: «Ha chiarito - racconta ancora Righi - come l'evoluzione della disciplina legislativa italiana in materia avesse in realtà tolto diritti e aspettative ai concessionari. Così che la proroga sarebbe giustificata proprio da questo. L'avvocato ha illustrato soprattutto l'importanza economica del settore e l'estensione delle coste ancora libere ma suscettibili di formare oggetto di concessioni balneari. Per dimostrare alla Corte l'apertura del mercato a potenziali nuovi imprenditori».
Per l'Avvocatura generale dello Stato, era presente in udienza l'avvocato Pietro Garofoli: «Il quale ha difeso le ragioni proroga italiana (fino al 2020, ndr) giustificata per tutelare l'affidamento dei concessionari nel passaggio da un regime a tempo sostanzialmente indeterminato ad un regime di concessioni a durata necessariamente limitata nel tempo».
Molto diversi i toni del rappresentante del Servizio giuridico della Commissione europea, «che ha contrastato radicalmente le norme disposte dal legislatore italiano, sostenendo che proprio per il loro carattere generale non sarebbero state giustificate in quanto non avrebbero consentito di distinguere tra concessionari che avessero fatto nel frattempo investimenti con diritto a più lunga durata del rapporto concessorio e gli altri. A tali argomentazioni si è associato anche il rappresentante del Regno d'Olanda, sostenendo la necessità di difendere il regime giuridico delle spiagge dei Mari del Nord». Sono seguite «brevi repliche centrate sull'articolo dodici della Direttiva servizi».
Il 25 febbraio l'avvocato generale depositerà le proprie conclusioni: «La Corte - termina Righi - non sarà tenuta a seguire le conclusioni avvocato generale. Ma quelle stesse conclusioni saranno un importantissimo indizio per capire come andrà la sentenza».
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