La manifestazione
Comuni ancora cauti sul modello romagnolo
VIAREGGIO. L’ipotesi di procedere, in Versilia, all’attivazione di divieti di balneazione preventivi - legati a una preventiva caratterizzazione del territorio e delle sue criticità tenendo conto...
VIAREGGIO. L’ipotesi di procedere, in Versilia, all’attivazione di divieti di balneazione preventivi - legati a una preventiva caratterizzazione del territorio e delle sue criticità tenendo conto delle previsioni meteo e in particolare delle possibili allerta per forti temporali - dovrà essere valutata, in prima battuta, dalle amministrazioni comunali della costa. È ai sindaci, autorità in campo di protezione civile e salute pubblica, che Arpat si rivolge in prima persona. Visto che a loro spetterebbe, a fronte di possibili situazioni di rischio, intervenire con ordinanze ad hoc.
Ma proprio i rappresentanti delle amministrazioni locali avanzano le prime perplessità su questo genere di soluzione. Non da scartare ma da valutare attentamente sì. Come suggerisce il sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto. «Su una procedura del genere occorre aprire una riflessione seria facendo molta attenzione al fatto che le ordinanze preventive non diventino l’ennesimo spauracchio». Del Dotto ricorda che meccanismi simili sono da tempo in vigore in Emilia Romagna dove ormai il sistema è rodato e sembra funzionare. «Dobbiamo però capire - continua Del Dotto - se soluzioni di questo tipo sono adatte alle nostre esigenze e che tipo di riflesso possono avere sul nostro sistema».
Di divieti preventivi ha parlato, in occasione del convegno sulla balneazione al Principe di Piemonte, anche l’assessore all’ambiente Alessandro Pesci. «La proposta avanzata dalla direttrice Sargentini - ha detto l’assessore - io penso sia accoglibile ma in una versione unitaria del comprensorio versiliese». Insomma avrebbe poco senso prevedere l’applicazione di divieti preventivi a Viareggio e Lido ma non a Forte dei Marmi o a Marina di Pietrasanta. Sul tema occorre insomma un confronto adeguato. «Se ci mettiamo tutti seduti intorno a un tavolo e si predispone un protocollo che definisce le procedure e i rapporti tra Arpat e Comuni faremmo senza dubbio una cosa innovativa. Come Viareggio siamo interessati a questo genere di percorso». (v.l.)
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