Sicurezza
Profughi, slitta l’accoglienza a Torre del Lago
Salta l’assemblea ed il progetto subisce una frenata Vivoli (Croce Verde): l’associazione non è coinvolta
TORRE DEL LAGO. È stata annullata l’assemblea indetta da Andrea Tommasi, i cui familiari gestiscono la pensione “Andrea Doria”, con l’amministrazione comunale (assessori Maurizio Manzo e Sandra Mei) per discutere con i residenti nella frazione della imminente accoglienza di ventisei richiedenti asilo di nazionalità pachistana. Tutti provenienti dalla tendopoli di Lucca che non regge più al clima invernale. Tommasi, dipendente civile del commissariato di Viareggio, aveva subordinato la messa a disposizione della struttura in centro al Torre del Lago al momento di confronto con i suoi concittadini. Ieri, ad assembla annullata, su Facebook ha scritto: «Per amore del mio paese sono serenamente disposto a rinunciare a questa esperienza. Poi, però, ai ragazzi pachistani dovremo spiegare che quelli civili e democratici hanno detto che se vengono qui li prendono a fucilate, bombardamenti, o li bruciano magari vivi. È una civiltà strana... ma posso sbagliare».
Ieri mattina si è fatta sentire anche la presidente della Croce Verde, Carla Vivoli. Tommasi, nell’annunciare la decisione di convocare l’assemblea, aveva raccontato di un coinvolgimento dell’associazione di volontariato nell’accoglienza: «Abbiamo solo fatto da tramite con la Asl, che gestisce l’ambulatorio per cittadini stranieri nei locali della Croce Verde a Viareggio». In realtà la Croce Verde è impegnata nell’accoglienza di sei profughi arrivati dal Ghana qualche mese fa ed ospiti di una struttura presa in affitto dalla cooperativa “Odissea” con sede a Lunata (Capannori) che è stata il fiore all’occhiello di Giorgio Del Ghingaro quando era sindaco del Comune della Piana di Lucca. «Fui interpellata dall’assessore Sandra Mei che mi chiesto se eravamo disposti a collaborare al progetto di accoglienza della cooperativa Odissea. Per la parte di inserimento di queste persone oggi facciamo la nostra parte con i nostri volontari e le nostre attività».
Tra i motivi della frenata per l’operazione Torre del Lago anche il fatto che l’amministrazione comunale avrebbe deciso di procedere con un bando pubblico per l’accoglienza. «Io sono stato contattato mentre ero in Municipio per altre cose», conferma Tommasi (che è anche titolare del bagno Andrea Doria a Torre del Lago). Dopodiché avevo stipulato un accordo virtuoso con la cooperativa Odissea...». In realtà un’associazione del territorio avrebbe dovuto essere coinvolta. Ma non c’è stato accordo sulla quota che sarebbe rimasta alla struttura alberghiera: solo cinque euro per ogni profugo.
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