Sicurezza
La proposta di Arpat: stop preventivi ai tuffi quando è necessario
Intanto da Firenze l’annuncio che per la prossima stagione i controlli dell’agenzia sulle acque saranno raddoppiati
VIAREGGIO. La domanda chiave della giornata dedicata al tema della balneazione in Versilia arriva dal consigliere regionale Stefano Baccelli: ma il sistema dei controlli delle acque di mare, così come funziona oggi, è davvero utile? Un problema già sollevato da chi, questi controlli, li fa, l’agenzia regionale Arpat. I prelievi in mare - effettuati tra aprile e settembre per ora una volta al mese - vengono analizzati in laboratorio ma occorrono 48 ore per avere un risultato definitivo sulla presenza o meno di batteri inquinanti in mare. Con la possibilità (per non dire la certezza) che quando il risultato arriva, là dove sia necessario firmare una ordinanza di divieto di balneazione, lo stop ai tuffi entri in vigore quando ormai l’emergenza inquinamento è passata.
Un tema sul quale si registra una ulteriore novità in vista della prossima stagione. Come annunciato dall’assessore regionale all’ambiente Fratoni tra aprile e settembre sarà raddoppiato il numero dei controlli: prelievi in mare non una volta al mese ma una volta ogni 15 giorni.
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A questo punto si pone con forza l’esigenza di mette in atto strumenti davvero efficaci per tutelare la salute dell’ambiente e delle persone contro l’inquinamento del mare. «La priorità di Arpat» sottolinea Sargentini. Che tuttavia non trascura la problematica dell’effetto negativo per l’economia del territorio che possono avere eventuali divieti. Che cosa si può fare? Si è dunque chiesta. La soluzione potrebbe chiamarsi «divieto di balneazione preventivo».
«Di questo territorio, come già fatto altrove - spiega Sargentini - possiamo costruire un analisi specifica, caratterizzarne le particolarità evidenziandone i punti critici che sono noti specie se i fenomeni che poi danno origine a forme di inquinamento sono ricorrenti. Se conosciamo le criticità e sappiamo che gli sforamenti rilevati dalle analisi di Arpat avvengono in corrispondenza di particolari condizioni meteo allora possiamo agire con un comunicazione preventiva ai Comuni che possono adottare provvedimenti conseguenti per la salute pubblica. La misura è quella del divieto di balneazione che viene attivato nell’ambito di un piano di emergenza. Emergenza che spesso si esaurisce in poche ore al termine della quale Arpat procede poi a effettuare le analisi». Che in questo caso potrebbero non rilevare situazione di inquinamento e quindi non compromettere la valutazione della qualità delle acque in base alla quale possono scattare anche divieti di balneazione permanenti.
Il tema è delicato. Arpat è pronta a discuterne con i sindaci della Versilia e a dare il via al nuovo sistema di allerta già dalla prossima stagione.
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