Sicurezza
In ritardo i lavori su fogne e depuratori
Lo conferma la Regione che invita gli enti a fare presto. Le opere sono slittate di uno o due anni e ora sono a rischio anche i soldi necessari a finanziarle
VIAREGGIO. «Mancano ancora investimenti importanti, siamo in ritardo con i tempi previsti dall’accordo di programma. Sollecito tutti a investire le risorse disponibili messe a disposizione anche dalla Regione: è un lavoro importante che può dare effetti in tempi ragionevoli». Federica Fratoni, assessore all’ambiente della Regione, non usa mezzi termini parlando a amministratori locali, balneari e albergatori della Versilia riuniti all’hotel Principe di Piemonte per il convegno organizzato da Federalberghi Versilia e Confcommercio Lucca e Massa Carrara, con la collaborazione del consigliere regionale Stefano Baccelli.
L’assessore regionale fa, ovviamente, riferimento all’accordo siglato tra Comuni, Regioni, Province e istituzioni chiamate al controllo e alla gestione delle acque (Arpat e Gaia su tutti) e siglato un anno e mezzo fa dopo l’ennesima estate di divieti di balneazione sulla costa versiliese. Divieti che, come noto, dipendono ormai da una trentennale carenza di infrastrutture: allacci abusivi, tratti di fognatura mancanti, depuratori inadeguati o che non funzionano a dovere. Così i liquami finiscono nei fiumi e poi nel mare. E seguono i divieti.
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Per far fronte al problema gli enti locali hanno scelto due strade. Da una parte un intervento “tampone” con la realizzazione di tre impianti di disinfezione dell’acqua che utilizzano il principio della ionizzazione (in grado di ossidare virus, batteri e agenti inquinanti nell’acqua) alle foci di Fossa dell’abate e dei canali Fiumetto e Motrone, principali collettori degli scarichi inquinanti. Il Comune capofila chiamato a realizzare le opere è Camaiore. Gli impianti dovevano essere completati lo scorso agosto ma arriveranno la prossima primavera: l’azienda tedesca che detiene il brevetto della tecnologia che sarà impiegata, la Lwt ospite del convegno di ieri, ci sta già lavorando. Dall’altra parte ci sono le opere infrastrutturali in grado di risolvere il problema alla radice, come fognature e depuratori in carico prevalentemente alla società dell’acqua Gaia. Ed è su questo fronte che si sono accumulati i ritardi maggiori, come rilevano enti e imprenditori turistici. Questi ultimi i più danneggiati dalla sequela dei divieti sulle spiagge perché, per dirla con le parole dell’assessore regionale Stefano Ciuoffo, ospite del confronto al Principe, «non si può promuovere bene un ristorante che ha un cuoco incapace - afferma - cioè non si può promuovere una costa se c'è il rischio che nel momento di maggiore presenza di ospiti scatti il divieto di balneazione».
Ma far fronte ai ritardi e trovare i soldi per lavori finalmente risolutivi, che sono le priorità per il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto, e che lo stesso primo cittadino di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro, considera passi indispensabili al di là dei progetti sperimentali, oggi è più facile a parole che in pratica. Gran parte delle opere sono in carico a Gaia, che non ha mai cessato di progettare e appaltare, ma ha anche bisogno di un finanziamento importante dalle banche per realizzare gli interventi, mediamente già in ritardo di uno o due anni. A ciò si aggiungono i rischi per la tenuta dell’azienda a causa di una istanza di fallimento presentata dal Comune di Cutigliano e, non irrilevante, l’instabilità ai vertici dell’azienda, con le dimissioni del presidente e le tensioni tra i Comuni soci per il controllo del consiglio di amministrazione. Risultato: per ora le trattative con le banche necessarie anche per i lavori sulle reti e i depuratori sono in stallo. E la prossima rischia di essere, ancora una volta, un’estate di divieti.
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