La manifestazione
Il persecutore in carcere per tre anni
La condanna possibile grazie alla denuncia della donna e al lavoro della polizia municipale
PIETRASANTA. Alla fine lo stalker resterà in carcere per 3 anni. Alla prima condanna per evasione dai domiciliari a 18 mesi delle scorse settimane, si è infatti aggiunta quella di altri 18 mesi per stalking messa a verbale dal tribunale di Lucca due giorni fa. Mentre resta aperto un successivo capitolo di indagini per altre denunce a carico dell’uomo. «Una vicenda dall’epilogo importante e che, ancora una volta, serve a ribadire che l’unico mezzo per contrastare reati del genere resta la denuncia.
L’indagine che come Comando di polizia municipale - fa sapere Giovanni Fiori - abbiamo portato avanti in tutto questo tempo, seguendo il cosiddetto protocollo rosa, ci ha consentito di tutelare e proteggere una persona alle prese con uno stalker altamente pericoloso. Alla fine tutto si è risolto per il meglio, ma di certo non è stato semplice gestire il tutto». Da Fiori un consiglio a chi, nel silenzio, in particolare le donne, subisce violenza. «Il nostro Comando, con le sensibilità del caso, è a disposizione: abbiamo vigilesse preparate e che ben conoscono la procedura e come muoversi in questi contesti molto delicati, anche dal punto di vista psicologico. In passato avevamo anche portato avanti l’indagine, d’intesa con altre forze dell’ordine, per il caso dell’anziano di Roma - oggi in attesa di processo - che aveva molestato una giovane minorenne di Pietrasanta. La sinergia fra i diversi Comandi, in questi casi, è fondamentale. Così come la completa collaborazione e fiducia, in chi indaga, a parte della vittima» conclude Fiori.
Parole di plauso alla polizia municipale dall’assessore Andrea Cosci. «Condivido le parole del responsabile Giovanni Fiori sulla necessità di denunciare questi fatti. Un plauso, quindi, alle agenti che con grande professionalità hanno seguito il caso. Il corpo della polizia municipale è anche questo».
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