Il Tirreno

Versilia

Conti del Pucciniano, due stop da Regione e Osl

di Donatella Francesconi

Firenze chiede la perizia sui diritti di superficie iscritti in bilancio dalla Fondazione L’Organismo di liquidazione: non possono essere sottratti beni dalla vendita

2 MINUTI DI LETTURA





TORRE DEL LAGO. Tira aria di bufera dalle parti del Massaciuccoli. La Fondazione Festival Pucciniano che sta faticosamente tentando da mesi di fare quadrare i conti (di uno squilibrio negativo pari a 4.072.920 parlano i revisori dei conti della Fondazione) ha ricevuto due bruschi stop in un colpo solo. Dalla Regione e dall’Organismo straordinario di liquidazione.

A quest’ultimo sindaco Del Ghingaro e assessore Servetti avevano deciso di rimettere la decisione finale sulla controversa ipotesi di ricapitalizzazione della Fondazione, mediante conferimento di fabbricati e terreni per 1.928.150 euro. Un’operazione ereditata dalle amministrazioni passate e non condivisa, con un’ampia serie di ragionamenti tecnici, dagli attuali revisori dei conti del Comune. Ad inizio novembre il direttore amministrativo della Fondazione, Franco Moretti, dichiarava al Tirreno: «Se la risposta dell’Osl fosse negativa, la strada non potrebbe che essere quella della liquidazione della Fondazione. Con commissariamento da parte della Regione».

La risposta è arrivata e non lascia margini di dubbio: là dove vi siano dei beni disponibili, questi devono essere destinati all’Organismo straordinario di liquidazione per la vendita nella procedura di dissesto. A meno che il Comune non sia in grado di permutarli in un corrispondente in denaro. Perché se beni destinati alla procedura venissero distolti dalla vendita vi sarebbe un danno grave ai fini della procedura per uscire dal dissesto.

Vista la malaparata sul fronte ricapitalizzazione (ben prima del parere dell’Osl), assessore Servetti e vice presidente della Fondazione, Alberto Pisanelli, avevano tentato un’altra strada: iscrivere nel bilancio del Pucciniano il diritto di superficie per 3.487.500 euro. Cifra che deriva - sottolineano i revisori del Pucciniano - unicamente da un accordo tra le parti (Comune-Fondazione) davanti al notaio. Inoltre, nel confrontare «le relazioni degli uffici comunali elaborate in occasione dell’esproprio, del conferimento del diritto di superficie e del conferimento deliberato nel 2013» il consigliere di indirizzo Andrea Palestini (lo scrivono i revisori) «ha dichiarato che non si ravvisa una coerenza con l’importo da rogito». Insomma, perché l’operazione di iscrizione in bilancio sia possibile i revisori chiedono una perizia. Richiesta che la Regione fa propria nella delibera 1145 del 30 novembre là dove eroga il contributo per il mutuo del teatro (660.000 euro) «salvo acquisizione di una perizia che confermi la congruità del valore del diritto di superficie costituito nel 2006 dal Comune a favore della Fondazione». Contributo che «correttamente contabilizzato, permette di dimostrare la sostenibilità economica e finanziaria della gestione 2015-2017».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa