La protesta
NO BATTAGLIE ATTORNO AL PRESEPIO
di mons. Danilo D’Angiolo Chi vorrebbe vietare i simboli cristiani e chi pretende d'imporli. È sbagliato usare Gesù Bambino per dividerci. C’è una sentenza del Consiglio di Stato del 2006 che recita:...
di mons. Danilo D’Angiolo
Chi vorrebbe vietare i simboli cristiani e chi pretende d'imporli. È sbagliato usare Gesù Bambino per dividerci. C’è una sentenza del Consiglio di Stato del 2006 che recita: «Il Crocifisso può svolgere una funzione simbolica altamente educativa, al di là della sua connotazione prettamente religiosa». E allora anche per il Natale io dico che il Presepio è la nostra tradizione, deve essere rispettata. Per offrire proprio un contributo socio-cultore, io dico che non è bello fare la guerra nel Presepio, a partire dalle scuole. Se c’è un giorno in cui la fraternità e l’amicizia tra i popoli dovrebbero regnare assolute, questo è il Natale di Betlemme. E invece non c'è pace vicino alla grotta, persino quando è costruita di cartapesta: qualcuno la vorrebbe nascondere, perché sostiene che le persone di altre religioni non possono sopportare nemmeno di vederla; a qualcun altro piacerebbe imporla, come il segnaposto di uno spazio riservato solo ai cristiani. Non è giusto né un modo di fare né l'altro: cancellare il Presepio (o negare le canzoni natalizie della tradizione solo perché citano Gesù Bambino) vuol dire dimenticarsi un pezzo importante della storia in cui ci siamo trovati per nascita, prima ancora che per religione; sarebbe come eliminare la bandiera italiana dalla scuola perché ci vengono anche tanti bambini di diverse nazionalità…
Però è profondamente sbagliato pure “usare” un simbolo mite come il Bambinello adagiato sulla paglia tra il bue e l'asino per dividerci tra uomini o addirittura combattere coloro che hanno un altro Dio (sarebbe come obbligare chi ha un passaporto estero a tifare la nostra nazionale di calcio solo perché vive in Italia…).
Anche nel Presepio "originale", quello di 2015 anni fa in Palestina, oltre a Giuseppe e Maria c’erano tanti ebrei (i pastori), magari lì vicino passò qualche viaggiatore proveniente da nazioni lontane o un paio di romani, di sicuro vi si recarono i misteriosi Magi, che forse erano persiani e certamente di religione straniera. Nessuno tuttavia si offese perché c'era chi si inginocchiava ad adorare quel Bambino, e nessuno nemmeno cacciò via quelli che gli sembravano fuori posto in quanto di altra fede. Perché dunque non dovrebbe essere lo stesso anche oggi? Nel cielo della grotta gli angeli reggono da sempre la scritta: “Pace in terra agli uomini di buona volontà”, anzi “agli uomini che Dio ama”: proprio tutti, cioè, a qualunque religione credano. Fuori dal Presepio le battaglie a colpi di muschio.
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