Sicurezza
Isis e Carnevale si scatena il dibattito sui social network
Ma non è evitando di parlare della paura dei terroristi che si sconfiggono. E il carro di Galli lo dimostra
VIAREGGIO. «Il Carro di Fabrizio Galli affronta un tema universale, quello del consumo dei beni culturali. I barbari sono molti, ed ognuno li trova in chi ritiene, come dice Fabrizio». Con queste parole il commissario della Fondazione Carnevale, Stefano Pozzoli, commenta su Facebook un post che commenta una notizia apparsa sul Tirreno: il fatto la Fondazione si sia espressa in qualche modo con preoccupazione rispetto ai contenuti di una costruzione che sfilerà il prossimo anno sui viali a mare, “Barbarians” di Fabrizio Galli. Un carro sul quale il David di Michelangelo è decapitato dai barbari. Riferimenti all'Isis, alle barbarie del Califfato a Palmira? L’artista, come ricorda Pozzoli, così si esprime: “Gli esempi recenti purtroppo non mancano”. E qualcuno, in Fondazione e non solo, ha pensato all’Isis tanto che, come riferito ieri dal Tirreno, è stata presa in esame anche la possibilità di richiedere “ritocchi” in corso d’opera al carrista. Di tutto questo Pozzoli sui vari gruppi che hanno commentato la notizia apparsa sul Tirreno non fa parola. Ma aggiunge. «Noto solo che chi l'anno scorso pretendeva che si manifestasse “a favore della satira”, imponendoci una loro "eroica" visione (ma la satira è libertà, e noi facciamo quel che ci pare, non stiamo certo a farci imporre qualcosa da costoro), ora fomenti immotivate paure». In realtà fu proprio la Fondazione Carnevale, in merito ai fatti di Chalie Hebdo, a scrivere ai carristi che il Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza aveva «deliberato di vietare ogni riferimento in merito agli eventi accaduti a Parigi». Da qui la raccomandazione ai costruttori di prestare «la massima attenzione verso i propri figuranti e/o maestranze». Un’autocensura per più o meno fondati timori legati alle reazioni che un riferimento alla strage avrebbe potuto suscitare.
Anche quest’anno il terrorismo fa paura, innegabilmente. Ma parlarne, raccontare le preoccupazioni che è inevitabile ci siano intorno a una grande manifestazione come il Carnevale, discutere delle misure che potrebbero essere prese rischia di allontanare, come sostiene qualche commentatore sul web, il pubblico del Carnevale dalla manifestazione? Crediamo sia vero l’esatto contrario. E la dimostrazione di ciò è proprio la costruzione di Galli che è stato in grado di cogliere con grande capacità espressiva, eccezionale impatto mediatico, attraverso simboli immortali, il significato profondo dei tempi che stiamo vivendo. E noi non vediamo l’ora di vederlo sfilare, il suo carro, così come lo ha progettato.
Valentina Landucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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