Sicurezza
I sindacati: «Rischio chiusura per il laboratorio analisi»
VIAREGGIO. «Il laboratorio analisi dell’Asl Versilia è a rischio chiusura». Lo dicono i sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl in una nota nella quale si dicono preoccupati per i progressivi e...
VIAREGGIO. «Il laboratorio analisi dell’Asl Versilia è a rischio chiusura». Lo dicono i sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl in una nota nella quale si dicono preoccupati per i progressivi e consistenti tagli subiti dal settore che potrebbe traslocare, almeno in parte, in azienda sanitarie vicine. Una scelta, secondo i sindacati, che penalizzerebbe la qualità del servizio (in termini di risposte all’utenza) assicurata fino ad ora. Da qui l’annuncio: «Il personale è pronto ad iniziative di protesta e noi, come Cgil-Cisl-Uil, siamo al loro fianco e ci attiveremo in questi giorni per dare voce al loro dissenso e al loro senso di serietà per mantenere la qualità di questa azienda, ma questa difesa non può essere “solitaria”; occorre partecipazione di tutti i dipendenti della Asl12 che si trovano nelle stesse situazioni di carenza di personale, della cittadinanza e dei rappresentanti della politica versiliese».
I sindacati ripercorrono la storia dei tagli subiti dal personale del laboratorio analisi. Situazione che «sta peggiorando di mese in mese - scrivono - Il clima d'incertezza dovuto alla scarsa informazione sui tempi di applicazione della nuova legge di riordino regionale e il continuo diminuire del personale creano sempre più disguidi e stress lavorativo che rischiano di ripercuotersi sulla qualità del lavoro e sulla possibilità di errore. La dotazione organica del personale è diminuita nel corso degli anni per pensionamenti e trasferimenti verso altre aziende, rimanendo però le solite attività da svolgere. Sul personale tecnico riscontriamo un calo da 31 unità del 2012 a 22 attuali, di cui 1 Responsabile, 2 part-time e 3 a tempo determinato, di cui non sappiamo se verranno prorogati. Inoltre, durante il periodo maggio-ottobre 2015, un tecnico è stato assegnato alla Farmaceutica per il verificarsi di una grave carenza di personale che ha messo a rischio le preparazioni oncologiche. Anche il personale dirigente del laboratorio sta seriamente cominciando a risentire della carenza di organico per vari motivi». Intanto «la carenza di personale tecnico - spiegano i sindacati - determina da un lato che alcune attività, prettamente tecniche, vengano effettuate dal dirigente, sia per evitare ritardi nella consegna dei referti, sia per evitarne addirittura la esclusione dalle prestazioni attualmente garantite dal laboratorio. Dall'altro causa in alcuni settori una sorta di "vivere alla giornata" in funzione del numero di personale tecnico assegnato, ormai ridotto all’osso».
«Anche il personale dirigente - continuano i rappresentanti dei lavoratori - deve fare i conti con i pensionamenti ed il mancato turnover. Da gennaio 2012 in poi, su 9 unità allora assegnate, ne sono state perdute per pensionamento ben 3, delle quali soltanto 1 reintegrata con un trasferimento interno dal centro trasfusionale, che però ha comportato anche l’assorbimento, da parte del laboratorio, di parte delle attività che quel dirigente effettuava nel reparto di provenienza».
Considerati i numerosi e delicati settori nei quali si sviluppa l’attività del laboratorio «il carico di stress sicuramente aumenta - affermano i sindacati - con aumento della possibilità di fare errori. Il numero ridotto del personale presente al mattino, soprattutto negli ultimi 4 mesi, rende difficile il beneficiare dei riposi consentiti e la possibilità di richiedere giorni di permesso e di ferie per le esigenze personali. Inoltre negli ultimi 4 mesi si è registrato un aumento al ricorso allo straordinario. Ora, inoltre, deve essere affrontato il problema dell'applicazione dell'art.14 L.161/14, che non permette più la possibilità di derogare alle 11 ore di riposo».
«È importante, che la cittadinanza capisca la gravità della situazione e il rischio che così finiranno per chiudere il laboratorio, trasferendo le attività presso le Asl vicine. Con quali effettivi risparmi non sappiamo, visto che dovrebbero comunque lasciare il personale e le attrezzature necessarie a gestire le emergenze sulle 24 ore e dovrebbero attivare un sistema più ampio di trasporto; se così sarà, speriamo di non dover assistere ad un calo della qualità dei risultati, quanto meno per il fatto che le provette dovranno viaggiare e quindi arriveranno ai laboratori di destinazione con ritardo rispetto ad ora».
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