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Visite “negate” Caos in Regione

Visite “negate” Caos in Regione

A Firenze scoppia il caso Versilia: pochi medici e alcune prestazioni diventano imprenotabili

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VIAREGGIO. L’assessore alla sanità regionale, Stefania Saccardi, ieri pomeriggio era impegnata in un faccia a faccia con gli operatori della comunicazione della sanità pubblica. Gli uffici stampa delle Asl toscane, insomma. Ma sulle proteste che da giorni si susseguono per le difficoltà che i cittadini hanno nel prenotare in Versilia visite specialistiche ed esami diagnostici per ora, almeno, ha deciso di non comunicare. Nonostante il fatto che a Firenze sia ormai scoppiato il “caso Versilia” almeno dal punto di vista politico. Dopo l’ultimo caso, l’ultimo esposto di una lunga serie. Quello di un padre versiliese, disoccupato, che ha tentato di prenotare tramite il Cup una visita specialistica per la figlia: una ecografia al collo per sospetta tiroide.

Una, due, tre, in tutto cinque telefonate, sempre la solita risposta. «La visita non si può prenotare, ritenti un’altra volta». La rabbia di questo padre, affidata a un post su Facebook, non è l’unica del genere. Nelle ultime settimane le segnalazioni di situazioni analoghe per alcune visite e esami in ospedale sono purtroppo numerose e non certo per volontà di chi opera nella sanità versiliese. Peraltro, nonostante le rassicurazioni dell’azienda sanitaria che pochi giorni fa parlava di una situazione temporanea e in via di soluzione, la preoccupazione degli utenti resta.

A farsi carico di queste segnalazioni, denunciando a Firenze quello che accade sulla costa, sono ora i consigliere di opposizione in Regione.

Il caso del padre versiliese è stato definito «inaccettabile» dal vicepresidente della commissione sanità e capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Stefano Mugnai, che sulla vicenda ha presentato una interrogazione in cui chiede, tra le altre cose «quali soluzioni sia possibile individuare per risolvere il caso fornendo la prestazione entro l’anno».

«Ciò che si è verificato in Versilia con un padre rimasto senza occupazione che si trova costretto dal sistema a rinunciare alle cure per la figlia non potendo permettersi l'accesso alla prestazione in regime privato - attacca Mugnai - è un caso aberrante. E ancor di più lo è quando si apprende che la Asl 12 attribuisce la responsabilità delle liste chiuse per la prestazione pubblica alla riforma della sanità voluta da Rossi e alla contrazione delle convenzioni col privato. Sostanzialmente è il sistema che genera al suo interno il proprio stesso tilt. Intanto questa ragazza ha bisogno di un'ecografia al collo e la soluzione va trovata».

«Le allarmanti, quanto purtroppo vere, notizie apparse recentemente sulla stampa in merito ai disservizi all'Ospedale Versilia- afferma Elisa Montemagni, consigliera regionale della Lega Nord - devono assolutamente trovare una rapida soluzione, affinchè i pazienti possano effettuare gli esami specialistici a cui devono, magari con urgenza, sottoporsi. La frase proferita dal Cup del Versilia “Mi dispiace non possiamo prendere prenotazioni” è sintomatica di una deleteria ed atavica mancanza di personale medico ed infermieristico (da parte nostra, invece, abbiamo sempre sostenuto la necessità di dotare ogni struttura ospedaliera di un idoneo organico) che costringe le persone a dover rimandare delle analisi che, viceversa, dovrebbero essere fatte immediatamente».

La vicenda - pur non approfondita in sede sindacale - non lascia estranei i rappresentanti dei lavoratori dell’azienda sanitaria alle prese, in questi giorni, anche con gli effetti dell’accorpamento delle Asl voluto dalla Regione. «Il problema - afferma Lorenzo Bertoli della Cisl - è purtroppo quello di una domanda superiore all’offerta». Conseguenza anche «dei tagli imposti dalla Corte dei Conti all’Asl Versilia, costretta a rinunciare a numerosi tecnici e professionisti in diversi reparti strategici» aggiunge Luca Dinelli, rsu della Cisl. Che va ad aggiungersi ai tagli alle risorse per la sanità pubblica che arrivano da Roma a Firenze e a cascata in Versilia. Meno medici, meno soldi, meno prestazioni sanitarie. E una speranza. Che almeno le maxi Asl riescano a garantire dei maxi Cup, cioè servizi di prenotazione di visite e esami che consentano al cittadino versiliese di avere un appuntamento a Pisa o a Massa se proprio non può averlo al Versilia.

Valentina Landucci

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